Cellulite-PEFS . . . ? Trattiamola !

Molte ricerche dimostrano che il tessuto adiposo agisce come un organo endocrino andando infiammare i tessuti e innescare le trasformazioni della pelle a buccia di arancia; pertanto "la dieta" potrebbe essere la terapia migliore nel contrastare la tanto odiata cellulite . . . non dimenticando l'aiuto che ci viene dato dalla Mesoterapia !

Visto il grande numero di donne che ne soffrono -solo in Italia sono 20 milioni- più volte ci siamo occupati della problematica ”CELLULITE” cercando di capire l’eziopatogenesi e le strategie per combatterla, nell’articolo “Cellulite: vecchia conoscenza nuove strategie” abbiamo affermato che tale patologia è un disordine micro-vasculo-tissutale. 
Alla base di tutto si ha una alterazione del microcircolo veno-linfatico, quindi una ipo-ossigenazione del tessuto, che con il tempo conduce ad una stasi circolatoria e ad un accumulo di liquidi e cataboliti (prodotti di rifiuto prodotte dal metabolismo della cellula) a livello dell’interstizio (spazio compreso tra le cellule). La cellula viene quindi a trovarsi in uno stato di sofferenza generale non riuscendo più ad eliminare le sostanze di rifiuto e l’accumulo delle stesse rende difficoltoso l’arrivo di ossigeno ed elementi nutritivi per la cellula stessa. Il tessuto forma nuove fibre di collagene che legano gli adipociti (cellule di grasso) tra di loro, formando veri e propri gruppi di noduli, micronoduli. Con il progressivo aggravamento del danno, tali noduli aumentano di numero e dimensione, tendendo ad unirsi formando noduli palpabili sulla superficie cutanea. In questo contesto, il danno vascolare è progressivo, aumenta l’incapacità di drenare i cataboliti cellulari e di conseguenza la sofferenza cellulare, che condurrà con il tempo alla fibrosi e alla sclerosi del tessuto. A tutto ciò si sommano: modificazioni del profilo cutaneo, pelle a “buccia d’arancia”, cute secca e spesso esfoliata.

Da molte ricerche italiane e internazionali emerge che il tessuto adiposo agisce come un organo endocrino, ed è esso stesso ad infiammare i tessuti e innescare le trasformazioni della pelle a buccia di arancia; pertanto “la dieta” potrebbe essere la terapia migliore nel contrastare la tanto odiata cellulite.

Sembra infatti che gli adipociti innescano uno stato infiammatorio a cui si associa un processo di acidificazione dei tessuti pertanto prima di iniziare  qualsiasi trattamento sarebbe opportuno seguire uno schema nutrizionale finalizzato a deacidificare i tessuti, aumentando frutta, verdura e legumi, rispetto a carni, zuccheri e dolci. La causa del disturbo sarebbe nel tessuto adiposo: possibile contrastarlo con una dieta a base di frutta, verdura e legumi. La cellulite è un processo infiammatorio del tessuto connettivo, causato da processi come la glicazione proteica (eccesso di zucchero e radicali liberi nella membrana cellulare), stress ossidativo, accumulo di sostanze tossiche per stasi linfatica tessutale che porta anche una riduzione dell’ossigenazione tessutale. Per questo occorre imparare a depurare i tessuti e vascolarizzarli per aumentare l’ossigenazione. In alcuni casi, solo dopo consiglio medico ed aver misurato il pH delle urine, per ottenere un miglior equilibrio acido-base si possono aggiungere dei preparati a base di bicarbonato alla sera. Questo è quanto emerso al congresso che non è altro che l’ennesima conferma di quanto “l’infiammazione da cibo” sia fondamentale nella gestione di qualsiasi dieta ecco perché da sempre prima di intraprendere qualsiasi trattamento “anticellulite” valutiamo la presenza di eventuali intolleranze alimentari (allergie alimentari ritardate).
Se poi volessimo affrontare questa patologia su più fronti potrebbe essere utile eseguire qualche trattamento localizzato; come per esempio la mesoterpia, una metodica iniettiva che consiste nella somministrazione intradermica di un farmaco della Farmacopea Ufficiale o talvolta di un rimedio Omotossicologico.  La distribuzione del farmaco si attua mediante una serie di microiniezioni nel distretto cutaneo corrispondente.
 

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