Colesterolo alto cosa fare

In Italia oltre la metà della popolazione adulta ha un livello di colesterolo elevato e questo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari

colesterolo alto

Colesterolo alto cosa fare

In Italia oltre la metà della popolazione adulta ha un livello di colesterolo elevato e questo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. La mortalità per malattie cardiovascolari occupa in Italia il primo posto: il 44% di tutte le morti sono dovute a malattie del sistema cardiocircolatorio.
Nonostante questo inizio allarmante, dobbiamo ricordare che il colesterolo è un grasso molto importante per il nostro organismo, oltre ad essere un componente essenziale delle membrane cellulari, è necessario alla biosintesi di vari composti a struttura steroidea (acidi biliari, ormoni surrenalici, androgeni, estrogeni e progesterone) ed è inoltre il precursore della vitamina D, quindi proprio per il suo ruolo metabolico non possiamo farne a meno, ma dobbiamo mantenerlo entro i giusti valori.
I livelli di colesterolemia, dipendono dalla sintesi endogena di colesterolo che ha luogo soprattutto a livello epatico e per il 10-20% dalla nostra alimentazione, attenzione quindi a cosa mangiamo in quanto la prima forma di prevenzione inizia proprio con una sana alimentazione

Ma quali sono i valori di colesterolo ottimali e quando si parla di ipercolesterolemia?

Ricordiamo che l’ipercolesterolemia è caratterizzata da una concentrazione di colesterolo nel sangue superiore al valore normale.

Livello Colesterolo totale

Colesterolo LDL

Inferiore 200 mg/dl 
ideale

Inferiore 100 mg/dl 
ideale

200-239 mg/dl   moderatamente elevato

100-129 mg/dl 
accettabile

240-299 mg/dl 
elevato

130-159 mg/dl    moderatamente elevato

>299 
ipercolesterolemia grave 

Oltre 240 mg/dl  
elevato

Cerchiamo ora di capire quando però il valore di colesterolo riscontrato agli esami ematochimici  rappresenta un problema e pertanto deve essere trattato farmacologicamente. E’ necessario confrontare i valori del colesterolo totale con quelli del colesterolo HDL ( “buono”) e  fare il rapporto tra questi due valori, ovvero colesterolo totale / colesterolo HDL, se il rapporto tra questi due valori è compreso fra 4 e 5, il valore di colesterolo è corretto, anche se il colesterolo totale fosse elevato.

Cosa fare ?

In uno dei primi articoli scritti sull’ipercolesterolemia avevamo scritto un concetto che è e rimarrà sempre valido

DIETA EQUILIBRATA  +   ATTIVITA’ FISICA  =  MENO COLESTEROLO

Analizziamo ora in modo schematico le buone regole per controllare il colesterolo a tavola:
  • Aumentare il consumo di alimenti ricchi di fibre: cibi integrali (riso, orzo, pasta, cereali,  avena) verdure, frutta, legumi
  • Preferire le cotture al vapore, al forno, al cartoccio, ove non è necessario aggiungere grassi. La frittura è sconsigliata; per condire privilegiare l’utilizzo di olio extra vergine d’oliva, di girasole, di mais o di germe di grano, preferibilmente a crudo
  • Aumentare il consumo di pesce: il pesce grasso contiene preziosi acidi grassi che abbassano il tasso di colesterolo nel sangue
  • Ridurre i cibi ricchi di grassi animali: burro, lardo, strutto, tuorlo d’uovo, formaggi grassi, carni grasse, frattaglie
  • Contenere il peso corporeo, poiché l’eccesso di peso favorisce la formazione di colesterolo;

Naturalmente oltre a ciò è indispensabile praticare regolarmente attività fisica: migliora il funzionamento del sistema cardiovascolare e riduce il tasso di lipidi nel sangue.  E’ importante però ricordare che è possibile ridurre il colesterolo in maniera naturalmente efficace e produttiva, fornendo indicazioni che spesso determinano l’inizio di un cammino verso la guarigione grazie a un percorso terapeutico specifico

Il percorso terapeutico

  • Anamnesi patologica e alimentare -Visita medica specialistica comprensiva di valutazione dei parametri antropometrici (peso, altezza, Body Mass Index, % Body fat, circonferenza vita) ed eventuale modulazione dei farmaci in uso
  • Esecuzione Test DRIA o F.I.T. Test (IgG) per l’individuazione di eventuali reattività alimentari.
  • Formulazione di un programma nutrizionale-dietologico, che tenga conto delle reattività alimentari riscontrate e che abbia come scopo l’acquisizione di corrette abitudini alimentari che mantengano nel tempo i risultati ottenuti.
  • Consegna di un resoconto scritto dell’esame svolto, delle schede relative alle ipersensibilità alimentari riscontrate, e dell’elaborato del programma nutrizionale.
  • Follow up con controlli nutrizionali successivi da stabilire in relazione all’evoluzione del percorso
Non dimentichiamoci inoltre che un ulteriore aiuto può arrivarci dalla natura per un maggior approfondimento:

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