Gambe belle …

Il problema delle gambe gonfie e stanche soprattutto in estate è molto diffuso, ed è da correlare proprio a un problema di stasi venosa, qualche consiglio per alleviare questo fastidioso disturbo...

Gambe belle  –  Una recente indagine statistica epidemiologica compiuta in Francia che ha coinvolto circa 22.000 donne di diverse età, ha evidenziato come oltre il 70% del campione soffriva di disturbi circolatori agli arti inferiori, tanto che possiamo quasi definirli una malattia sociale. Il problema delle gambe gonfie e stanche soprattutto in estate è molto diffuso, ed è da correlare proprio a un problema di stasi venosa, stato caratterizzato da un rallentamento della velocità del flusso sanguigno che dai piedi scorre verso l’alto fino a raggiungere la cavità addominale.
Per mantenere le nostre gambe sane e belle dobbiamo sapere anche come sono fatte, ricordiamo che sono formate da molti tessuti differenziati, in particolare il tessuto delle cosce,  è attraversato da un intrico di vasi sanguigni e linfatici, ed è costituito da cellule di diverso tipo che svolgono differenti funzioni. In primo luogo ci sono gli adipociti, che immagazzinano il grasso, poi i fibroblasti, che ne costituiscono l’impalcatura, quindi le fibrilline di collagene, che garantiscono l’elasticità della pelle, ed infine le fibrille reticolari, che le conferiscono robustezza, senza dimenticare il tessuto muscolare.
La complessità della struttura descritta ci aiuta a comprendere l’importanza di mantenere in equilibrio i suoi diversi componenti grazie ad una corretta circolazione del sangue ed ad un giusto esercizio fisico. Può capitare che i capillari vengano bloccati da gonfiori provocati da stanchezza o scarsa tonicità dei tessuti, e non riescano ad alimentare sufficientemente le cellule con sangue nuovo e ad asportare i prodotti di scarto. Le conseguenze sono irritazione, ristagno di tossine ed ulteriore gonfiore, con il rischio di una cronicizzazione di questo stato.
La stanchezza infatti è dovuta al fatto che la muscolatura non riceve una quantità di sangue sufficiente e di conseguenza l’ossigeno necessario, a causa della stasi venosa, così il danno si verifica proprio a livello delle fibre muscolari che col passare del tempo si assottigliano indebolendo l’intera gamba.
Una situazione che si presenta abbastanza frequentemente è il trovarsi piedi e caviglie gonfi a fine giornata, in realtà anche se pensiamo di avere solo i piedi e le caviglie gonfie, anche le ginocchia e le cosce sono interessate dallo stesso fenomeno, solo che risulta meno evidente.
La causa è la stasi a livello dei capillari, piccolissimi vasi sanguigni da cui esce un flusso costante di plasma che si riversa negli interstizi per andare a nutrire le cellule, la stasi può aumentare fino a 10 volte questo flusso plasmatico che così si accumula e non viene smaltito dalle venule e dai piccoli vasi linfatici, questo provoca il cosiddetto edema agli arti inferiori; durante il riposo notturno la situazione migliora proprio perché la posizione distesa facilita il ritorno venoso.
Anche se il riposo notturno migliora la situazione, se questa perdura nel tempo e non si prendono le necessarie precauzioni per migliorarla o evitarla, finirà per alterare anche i tessuti, e le vene di tutta la gamba ne risentiranno e finiranno per modificare sia la loro struttura che la loro funzione.
Inizieranno a comparire le Teleangectasie vere e proprie mini varici delle piccole venule collettrici di primo e secondo ordine che si disegnano sulla superficie cutanea e spiccano per il loro decorso tortuoso, per le irregolarità di diametro, per il loro colore blu scuro, segno che il sangue scorre male.
Col passare degli anni le strutture inizieranno a cedere e le vene diventeranno più tumide, grosse e addirittura palpabili, col rischio che si instauri così una vera e proprio flebopatia, ovvero una stasi venosa cronica con insufficienza venosa a cui si potrà porre rimedio o attraverso bendaggi in parte invalidanti e fastidiosi, o chirurgicamente attraverso la safenectomia.
Cosa fare quindi per ovviare a questo disturbo frequentissimo ? La ricetta è sempre la stessa, corretta alimentazione e attività fisica.
Cerchiamo di analizzare in dettaglio quali scelte dietetiche compiere:
  1. Adottare una dieta povera di sale, ricordiamo che in una dieta che controlli il sale la sua eliminazione NON deve mai essere assoluta ma, piuttosto, relativa agli alimenti con un elevato contenuto intrinseco di Cloruro di sodio o con molto sale aggiunto nella preparazione, utilizzando comunque nella alimentazione un ridotto quantitativo di sale. E’ sufficiente ridurre al minimo le quantità utilizzate per preparare e condire verdure e pietanze, preferendo spezie e aromi per esaltare i sapori, saliamo con moderazione l’acqua di bollitura per pasta, riso, patate. L’intervento dietologico vero e proprio consiste infatti nella riduzione dell’assunzione di tutti quei prodotti di preparazione industriale e/o casalinga che contengono sale in misura cospicua, come ad esempio dado da brodo – estratti di carne o vegetali – tutti i formaggi, insaccati o salumi – carne o pesce affumicati – carne o pesce conservato – prodotti da forno (focaccia, pizza, pane, cracker, grissini ecc.). Attenzione soprattutto ad  olive – patatine – frutta secca tostata e salatapreparazioni in salamoia.
  2. Bere abbondate acqua durante tutto l’arco della giornata. L’acqua deve diventare una fedele compagna e come tale va portata sempre con sé. Una corretta idratazione è infatti una delle soluzioni più semplici ed efficaci per combattere la ritenzione. Bisogna pertanto sforzarsi di consumare almeno un paio di litri di acqua al giorno.
  3. Mangiare quotidianamente frutta e verdura in quantità (almeno 5 porzioni al giorno) sia freschi che come centrifugato. Ricordiamo che il loro apporto di fibra aumenta la velocità del transito intestinale, facilitando l’evacuazione delle scorie alimentari e riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi.
  4. Valutare la possibile presenza di intolleranze alimentari (allergie alimentari ritardate) la cui identificazione aiuta a ridurre l’infiammazione, controllare e ridurre la ritenzione dei liquidi.
Per alleviare il gonfiore e la stanchezza di fine giornata, può essere utile una doccia fredda e subito dopo tenere le gambe sollevate verso l’alto appoggiandole contro il muro per un minuto, stendere subito dopo sulle cosce un gel o una crema rinfrescante e drenante, in commercio ve ne sono molte chiedete consiglio al farmacista o meglio al medico di fiducia, possono infatti aiutare a prevenire il ristagno delle tossine e favorire il drenaggio dei tessuti eliminando i gonfiori. Ma occorre anche ricordare che il peggiore nemico delle nostre gambe è la sedentarietà che influisce pesantemente sui meccanismi circolatori, se le gambe non vengono sottoposte ad una certa quantità di movimento nella giornata, i potenti muscoli degli arti inferiori non esercitano la loro preziosa azione massaggiatrice sul sistema circolatorio. Vene e capillari, non subendo l’effetto di contrazione e decontrazione del muscolo, sono soggetti a ristagni e rallentamenti, cause dirette di una scorretta circolazione periferica.
Una passeggiata quotidiana è, quindi, un aiuto prezioso per la buona forma e tonicità delle gambe, così come fare le scale con passo deciso sollevando bene le ginocchia, respirando profondamente, sia salendo che scendendo, se possibile senza sostenersi alla ringhiera, dovrebbe diventare una buona abitudine.
 
UN AIUTO VIENE ANCHE DALLA NATURA
Molte sono le sostanze presenti in natura che possono aiutarci a mantenere in salute le nostre vene, gli stessi flebotonici (farmaci utilizzati dalla medicina cosiddetta “ufficiale”) sono derivati da alcuni vegetali.
Vediamo allora  quali sono le piante cui si può far ricorso a titolo preventivo o per lievi disturbi di circolazione alle gambe. Anche in questo caso, comunque, è assolutamente vietata l’autoprescrizione: chi volesse usare questi estratti, deve rivolgersi a un medico specialista, magari dopo aver consultato anche l’angiologo di fiducia.
 
  • Meliloto, riduce il gonfiore (edema) grazie alla sua azione sul circolo linfatico
  • Alga rossa, ricca di vitamina P, svolge una discreta azione sui disturbi di origine venosa, come ad esempio gambe pesanti e gonfiori.
  • Centella asiatica, migliora la funzionalità microcircolatoria
  • Ginkgo biloba è una pianta dalle straordinarie capacità per aiutare la circolazione. Si usa per le gambe pesanti e come “cura di appoggio” per le varici. La sua benefica azione sulle vene è attribuita alla ricchezza di vitamina P (flavonoidi).
  • Ippocastano ha un’azione tonica sulle pareti delle vene e diminuisce dunque il rischio di dilatazione dei vasi. Inoltre, è senz’altro efficace contro i gonfiori alle gambe.
  • Mirtillo famoso per la sua capacità di rafforzare la vista, questa pianta è anche consigliata per la salute delle vene. A dare il tipico colore rosso-violaceo alle bacche del mirtillo, infatti, sono gli antocianosidi, sostanze naturali che hanno anche la proprietà di rafforzare le pareti delle vene.
  • Rusco o pungitopo già usata dagli antichi Romani contiene nelle radici dei principi attivi “le ruscogenine” che hanno una valida azione vasocostrittrice, diminuiscono cioè la dilatazione dei vasi.
  • Vite rossa le sue foglie sono ricche di antocianosidi e flavonoidi, sostanze naturali che svolgono un’azione tonica sulle pareti delle vene.
In commercio è possibile trovare anche ottimi preparati contenenti le suddette piante opportunamente miscelate al fine di ottenere un effetto drenante – depurante in alcune si trovano anche minerali in particolare gli oligoelementi che ci vengono in aiuto nello stimolare la circolazione e ridurre l’edema sono: Manganese, Cobalto, Magnesio, Zinco e Rame.
 
Infine per le più volenterose ecco alcuni esercizi da fare a casa:
  • In piedi di fronte ad una sedia, gambe leggermente piegate e piedi uniti, schiena diritta, posate le mani sullo schienale. Espirando flettete la gamba destra verso il gluteo, tenendo le ginocchia unite. Inspirando tornate alla posizione di partenza.
  • A terra braccia distese dietro il busto palmo delle mani aderenti al suolo, schiena diritta gambe piegate e pianta dei piedi a terra. Espirando stendete, non completamente, la gamba sinistra in alto e inspirando ritornate alla posizione iniziale, non posando la pianta del piede sinistro.
  • Sdraiati sul fianco sinistro gamba destra piegata pianta del piede a terra gamba sinistra distesa in avanti, non completamente, mano destra dietro la nuca. Espirando avvicinate contemporaneamente la gamba sinistra flessa al gomito destro e inspirando tornate nella posizione iniziale.
Tutti gli esercizi sono da eseguire 15 volte per lato.
Considerando che le vacanze sono ormai prossime ricordiamo a chi soffre di questo frequentissimo disturbo deve stare molto attento a prendere il sole; tenere le gambe all’ombra nelle ore più calde bagnandole frequentemente o scegliere di prendere la tintarella in modo intelligente, ovvero rimanendo in acqua e facendo lunghe passeggiate, per favorire la circolazione e combattere il gonfiore. Ricordiamoci che più la temperatura è bassa più aumentano i benefici, poiché il freddo riesce a ridurre l’affaticamento.
Per chi viaggia in automobile è bene prevedere numerose sosteper riattivare la circolazione delle gambe o viaggiare sul sedile posteriore (se non si è costretti a guidare) in modo da poter mantenere le gambe alzate durante il viaggio. Per chi viaggia in aereo (magari per molte ore) eseguire gli esercizi consigliati nel depliant che si trova a bordo.
Concludiamo ricordando che se il problema delle gambe gonfie e stanche all’inizio è solo un fastidio che possiamo alleviare con bagni freddi e qualche crema, a lungo andare come abbiamo già detto i danni si faranno sempre più evidenti e il problema non sarà solo estetico, non sottovalutiamo questo disturbo e soprattutto non preoccupiamocene solo quando i segni si fanno evidenti, cerchiamo di prevenirlo con un corretto stile di vita.
La cellulite o PEFS (pannicolopatia edemato fibrosclerotica) è il risultato più evidente del danno che il perdurare di una cattiva circolazione agli arti inferiori può comportare, per approfondimenti rimandiamo ai seguenti articoli.
 

  
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