Il colesterolo verde

I fitosteroli sostanze di origine vegetale con struttura simile al colesterolo, possono aiutarci a combattere il colesterolo "cattivo"..

Il colesterolo verde

L’ipercolesterolemia è una di quelle malattie asintomatiche, non ci sono campanelli d’allarme, la si scopre di solito in occasione di eventi cardiovascolari gravi come infarti, ictus. Secondo gli ultimi dati raccolti, a causa del colesterolo in un’ora sono ben 26 le persone che vengono ricoverate per aterosclerosi coronarica e ictus, 14 hanno un infarto e 25 muoiono per complicanze cardiache, quindi in questo caso la prevenzione non solo è possibile ma obbligatoria. Ignorare la conoscenza o la presenza del colesterolo è un atto di assoluta negligenza nei confronti del nostro corpo: è la fonte primaria di malattie cardiache e cardiovascolari che possono essere prevenute controllando al meglio i fattori di rischio, come ipertensione, sovrappeso, fumo di sigaretta e colesterolo troppo alto.

Come abbiamo più volte detto le armi della prevenzione sono sempre una corretta alimentazione e attività fisica costante.

Per quanto riguarda l’alimentazione, il suo aiuto non viene solo da una dieta bilanciata ma anche dalla scelta di alcuni alimenti ricchi di particolari sostanze che svolgono un ruolo protettivo. Fra questi evidenziamo, i fitosteroli (i principali sono il sitosterolo, il campesterolo e lo stigmasterolo), sostanze di origine vegetale con struttura simile al colesterolo, di cui sono ricchi soprattutto gli olii vegetali e la frutta a guscio, seguiti dai cereali, da alcuni tipi di ortaggi e frutta come cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolfiori, olive verdi e nere, frutti della passione.

Nonostante l’affinità strutturale con il colesterolo, i fitosteroli non sono assorbiti in quantità significative: inferiore al 2% contro il 30-60% del colesterolo. I fitosteroli esplicano le loro funzioni a livello del tratto gastrointestinale, dove, probabilmente, numerosi meccanismi concorrono alla riduzione complessiva dell’assorbimento intestinale del colesterolo e, di conseguenza, all’effetto ipocolesterolemizzante.
I Fitosteroli hanno maggior affinità – rispetto al colesterolo –  per le micelle intestinali (finissimi aggregati, composti da sali biliari, colesterolo, lisofosfolipidi, monogliceridi, acidi grassi, vitamine liposolubili, prodotti della digestione degli acidi grassi ad opera degli enzimi pancreatici) che si formano nel primo tratto gastrointestinale; pertanto si sostituiscono al colesterolo limitandone l’assorbimento. Più precisamente è come se i fitosteroli rubassero il posto al colesterolo nelle micelle intestinali, che hanno una capacità di assorbimento di steroli limitata. Così, il colesterolo non incorporato nelle micelle forma co-cristalli con i fitosteroli stessi e insieme vengono eliminati attraverso le feci.
La convinzione che i fitosteroli riducano l’assorbimento del colesterolo e la colesterolemia è ampiamente condivisa dalla comunità ma il loro apporto giornaliero deve superare di molto quello abituale della popolazione occidentale circa 200-300 mg al giorno, solo con dosi di circa 2 grammi al giorno è possibile ottenere una diminuzione del colesterolo del 10-15%.
Un recente studio condotto in Spagna su 85 adulti sani e pubblicato on line su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases ha mostrato come all’aumentare dei fitosteroli introdotti con la dieta si riduceva l’assorbimento del colesterolo da parte dell’intestino e diminuiva in particolare il livello di colesterolo LDL “cattivo” nel sangue.

Aumentare il consumo di alimenti ricchi in fitosteroli è quindi consigliabile anche perché la maggior parte di questi alimenti, come gli oli, i semi, la frutta secca a guscio, sono ricchi di grassi mono e polinsaturi che contribuiscono a ridurre la colesterolemia, soprattutto quando vanno a sostituire altri grassi. Per conoscere gli alimenti più ricchi di fitosetroli riportiamo la seguente tabella.

 

Contenuto di Fitosteroli in 100 g

Olio di mais 865 mg

Sesamo 714 mg

Olio germe di grano 553 mg

Olio di mandorle 266 mg

Margarina 265 mg

Olio di soia 250 mg

Olio di oliva 221 mg

Arachidi 220 mg

Pistacchi 214 mg

Olio di arachidi 207 mg

Pinoli secchi 141 mg

Mandorle 120 mg

Mandorle secche 118 mg

Noci di macadamia 116 mg

Nocciole secche 110 mg

Noci secche 108 mg

Noci pecan 102 mg

Da qualche tempo sono reclamizzati  prodotti come lo yogurt arricchiti di fitosteroli è bene però osservare che questi ultimi hanno un effetto limitato sul colesterolo endogeno (quello prodotto autonomamente).
Lo yogurt “anticolesterolo” ha effetto soprattutto quando si “mangia male”, è semplicemente una soluzione temporanea: una volta che si smette di assumerlo, il colesterolo aumenta rapidamente e in poche settimane torna ai valori precedenti. 
In commercio è possibile trovare ancha altri integratori che uniscono gli effetti positivi della fibra, che svolge già un’azione ipocolesterolemizzante, a quelli dei fitosteroli, anche in questo caso però si tratta solo di terapie sintomatiche, per un controllo efficace e duraturo del colesterolo è necessario  cambiare lo stile di vita svolgendo regolarmente attività fisica (utile per abbassare i livelli di colesterolo totale e di colesterolo LDL- cattivo-), e le abitudini alimentari, rivolgendsi sempre ad un medico specialista che sarà in grado di valutare meglio i valori del colesterolo e dei rischi ad essi associarti, evitando l’automedicazione.
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