Tumore del colon retto e metastatizzazione

Il tumore del colon, o "cancro dell'intestino" . . fattori di rischio, diagnosi, novità terapetiche . . . KRAS Test . . .

Tumore del colon retto e metastatizzazione  –  Il tumore del colon, o “cancro dell’intestino” è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa, membrana che riveste le pareti interne dell’organo. E’ una neoplasia diffusa, che può essere efficacemente trattata, negli stadi precoci, mediante la chirurgia. 
L’incidenza della malattia cresce con l’età, soprattutto dai 60 agli 80 anni. Purtroppo il 25% dei casi viene diagnosticato quando ha già dato metastasi (fegato).

Fattori di rischio . . .
 – età (> 50 anni)
– familiarità
– presenza di polipi colon-rettali di dimensione sup. a 2,5 cm o malattia infiammatoria intestinale (Colite ulcerosa o malattia di Crohn) o precedenti episodi di tumore del colon;
– familiarità;
alimentazione scorretta (assunzione di troppa carne rossa o lavorata o grassa);
– sedentarietà, fumo, abuso di alcool, obesità.

A proposito di alimentazione . . .
Molti studi evidenziano le proprietà chemio preventive di alcuni alimenti (soprattutto olio extravergine di oliva, moltissime verdure, agrumi e pesce azzurro) che si sono rilevati efficaci nel contrastare la formazione e crescita del tumore e hanno confermato l’azione negativa di una dieta ricca di grassi e povera di fibre. Non dimentichiamoci però che la prevenzione inizia dalla tavola, anche se per prevenire l’insorgenza di tumori è sempre fondamentale sottoporsi a controlli periodici, infatti la diagnosi precoce è particolarmente importante nella riduzione dei tassi di incidenza e di mortalità.

Il National Cancer Institute americano ha suggerito delle linee guida di comportamento al fine di prevenire il rischio di sviluppare il carcinoma del colon-retto:

  1.  ridurre l’assunzione di grassi: per quanto riguarda i grassi alimentari, si ritiene che la loro azione negativa si basi sulla variazione nella quantità e nella composizione degli acidi biliari normalmente immessi nell’intestino, dove la flora batterica opera la trasformazione degli acidi biliari in potenziali cancerogeni.
  2. inserire nella dieta giornaliera frutta e verdura: ottime fonti di fibre, vitamine e minerali indispensabili alla prevenzione di numerose patologie. Il ridotto apporto di alcune vitamine è infatti ritenuto un fattore di rischio per l’insorgenza di neoplasie delle alte e basse vie digerenti. La vitamina A, il beta-carotene e la vitamina E possono essere efficaci agenti chemo-preventivi per il loro potere antiossidante che come  lo zinco e il calcio, sembrano essere protettivi nei confronti dell’insorgenza dei tumori. In particolare l’effetto protettivo del calcio è suggerito da numerosi studi epidemiologici che evidenziano una correlazione inversa tra l’incidenza del cancro colon-rettale e l’apporto dietetico di calcio. 
  3. aumentare l’apporto di fibre: un elevato contenuto di fibre nella dieta può essere protettivo nei confronti del cancro del colon-retto. Le fibre, aumentando la massa fecale, riducono la concentrazione delle sostanze cancerogene contenute negli alimenti, modificano la flora batterica intestinale e promuovono la motilità del colon, riducendo così il tempo di contatto tra i cancerogeni e la mucosa intestinale. Non tutti i tipi di fibre hanno lo stesso effetto protettivo; le fibre solubili (frutta e leguminose), vengono idrolizzate e non modificano la massa fecale né il tempo di transito. Le fibre insolubili (cereali, alcuni ortaggi), invece, come la metilcellulosa o lo psillio, associate ad adeguata idratazione, richiamano acqua all’interno delle feci aumentandone la massa e ammorbidendole. Posologia fibre/die = 20-35 g (rapporto 3/1 tra insolubili e solubili); per il bambino 5 g/die + 1 g moltiplicato x l’età.
  4. minimizzare il consumo di cibi salati, conservati o affumicati più precisamente ridurre l’assunzione di carne, affettati/insaccati, formaggi ed alimenti in scatola ed in sacchetto;
  5. bere alcolici con moderazione;
  6. evitare l’aumento ponderale.

Per concludere cerchiamo di tracciare un quadro sintetico di fattori nutrizionali, e non, che possono aumentare o diminuire il rischio di cancro del colon-retto.
Tra i fattori di rischio abbiamo:

  1.  la cottura a temperature elevate (arrosto) della carne produce delle potenti sostanze cancerogene (presenti nelle parti bruciacchiate) chiamate ammine aromatiche che alterano l’informazione genetica della cellula;
  2. dieta ricca di proteine e grassi di origine animale;
  3. dieta ricca di grassi saturi, anche di origine vegetale ;
  4. dieta ipercalorica;
  5. alcool;
  6. sedentarietà;
  7. fumo di sigaretta.

Se poi volessimo tracciare il profilo di una corretta alimentazione che riduca il rischio di sviluppare il cancro, possiamo tenere conto delle seguenti indicazioni dietetiche:

  • seguire una dieta ricca di frutta fresca e vegetali almeno 2-3 porzioni di frutta fresca al giorno, e almeno 2-3 porzioni al giorno di verdure, sia cotte che fresche;
  • seguire una dieta ricca di fibre preferire cereali integrali a colazione, con un buon bicchiere (200 ml) di latte – parzialmente scremato; ed assumere una o due porzioni al giorno di pasta e/o pane di farina integrale;
  • seguire una dieta povera di grassi limitare l’assunzione di carne a massimo due porzioni  alla settimana;
  • consumare due porzioni di legumi a settimana come piatto unico associati a cereali integrali ;
  • consumare non più di due porzioni di formaggi a settimana;
  • utilizzare procedimenti di cottura a basse temperature e per tempi brevi.

In particolare è bene seguire i cardini della Nostra DIETA MEDITERRANEA, ricca in cereali, soprattutto integrali, leguminose e semi di frutta secca, frutta, verdura fresca, pesce, olio extravergine di oliva . .  . Perché?  Per il loro contenuto in sostanze antiossidanti, es . . .
Pomodoro il Licopene (carotenoide)
Mandorle, nocciole, olio di oliva i Tocoferoli (Vitamina E)
Arancia e peperoncino l’acido Ascorbico (Vitamina C)
Tonno, pesce spada, alici (Ergosterolo Vitamina D)
Pesce azzurro  l’Acido eicosopentanoico (ac. grasso Omega 3)
Leguminose (piselli, ceci, lenticchie, lupini, soia, fave . . .) per gli Isoflavonoidi (fitosteroli)
Uva rossa, fichi, melograno, more per Acido ellagico (polifenolo)
Vino rosso il Resveratrolo (polifenolo)
Cavolfiore, Broccoletti, Cavoli l’Indolo-3-carbinolo (indoli)
Olio di oliva l’oleopeina (glucoside) e l’Aciso oleico (ac. grasso Omega 9)
Cereali a chicco intero (grano orzo, farro, grano saraceno . . .) e semi (sesamo, girasole, zucca), cipolla, finocchio  per i Lignani (fitosteroli)
Una nota: l’aglio aggiunto alle pietanze sembra possa ridurre (da studi epidemiologici) il rischio di cancro del colon retto del 25%

Clinica e Diagnosi  – La maggior parte dei tumori del colon-retto è dovuta alla trasformazione maligna di polipi (piccole proliferazioni benigne delle cellule della mucosa intestinale). Il numero di polipi che hanno evoluzione maligna è < al 20% se ha dimensione inferiore a 1,5 cm, è del 10% solo se le dimensioni del polipo sono superiori a 2,5 cm.
Molto raramente, il polipo o il tumore causano sintomi o segni evidenti; solo il 5% dei polipi è causa di sanguinamento, rilevabile con un esame delle feci.
I sintomi possibili sono . . . stanchezza, anemia, perdita dell’appetito e di peso, febbriciattola spt. serale poi presenza di sangue/muco nelle feci – diarrea/stitichezza – evacuazione incompleta – dolore o fastidio – nodulo addominali palpabili. 
Spesso tali segni e/o sintomi sono sfumati, perciò è corretto prendersi cura dei segni occulti, come la ricerca del sangue occulto nelle feci (piccole perdite di sangue non visibili ad occhio nudo).
La presenza del polipo o del tumore del colon può essere diagnosticata mediante l’esecuzione di una endoscopia/colonscopia e conseguente esame istologico del materiale prelevato durante l’esame stesso. 
Quindi la ricerca di sangue occulto nelle feci (dopo i 50 anni da eseguire ogni 2 anni) e la colonscopia se effettuati ogni 10 anni dopo i 50 anni di età, sono in grado di individuare i 2/3 delle neoplasie del colon-retto. 

Prognosi e Terapia  –  La prognosi dipende dal grado di invasione locale, dalla invasione degli organi vicini e dalla presenza di metastasi ai linfonodi o ad altri organi.
Lo stadio della malattia fornisce un’ informazione essenziale sulla prognosi e sul tipo di terapia da attuare. Nel tumore del colon si evidenziano 4 stadi . . .
Stadio 0 = CA precoce, localizzato
Stadio 1 = CA localizzato negli strati più interni del colon
Stadio 2 = CA diffuso attraverso la tonaca muscolare del colon
Stadio 3 = CA diffuso ai linfonodi
Stadio 4 = CA diffuso ad altri organi (fegato).
Il trattamento di elezione del tumore del colon-retto è quello chirurgico, che consiste nella asportazione del tumore e del tratta di intestino interessato.
Oltre alla chirurgia, la cura del CA del colon-retto si può avvalere della chemioterapia, sia quando il tumore è in uno stadio di inoperabilità  sia in associazione all’intervento chirurgico per ridurre il rischio di recidiva o per ridurre le dimensioni del tumore stesso prima dell’intervento.
Nel tumore del retto, la radioterapia pre e post operatoria, svolge un ruolo importante nella prevenzione delle recidive locali e nell’allungamento della sopravvivenza.
Altra possibilità è l’utilizzo di farmaci biologici, ovvero anticorpi monoclonali anti-fattore di crescita epidermico, che riesce ad agire in modo mirato sul meccanismo che regola la crescita del tumore.
Per individuare la terapia ed ottenere il massimo risultato clinico, è stato studiato il primo Test genetico che al momento della diagnosi permette di determinare lo stato di KRAS del tumore. KRAS è un gene, le sue mutazioni sono state evidenziate nel 35% dei casi di CA del colon retto. Le mutazioni insorgono nella fase precoce della malattia.
Il riscontro di pazienti con tumore KRAS normale o Wild Type oppure mutati (35%) consentirà di scegliere in modo maggiormente mirato il trattamento terapeutico.

Il Test di KRAS (analizza il DNA estratto dalle cellule tumorali di campioni di tessuto prelevati durante la biopsia) è l’unico test disponibile capace di predire l’efficacia dell’azione dei farmaci biologici, come gli anticorpi anti EGFR. L’EGFR è una glicoproteina di membrana la cui attivazione stimola le più importanti vie metaboliche che favoriscono la proliferazione cellulare, la crescita dei vasi sanguigni che vascolarizzano il tumore e riduce l’apoptosi (morte cellulare programmata).
Quindi determinare lo stato del gene KRAS, se normale o se mutato, è di fondamentale importanza perché nel caso in cui fosse mutato la proteina KRAS è attivata e può influenzare negativamente la risposta agli anticorpi monoclonali anti-EGFR; la determinazione è essenziale in quanto lo stato della proteina KRAS può influenzare la prognosi della malattia e la risposta a quelle terapie mirate all’inattivazione dell’EGFR.
I pazienti con KRAS normale sono potenzialmente candidati a ricevere farmaci biologici che bloccano il recettore EGF e che si sono dimostrati efficaci; se il KRAS è mutato, si avrà l’evidenza di trovarsi davanti ad una forma di tumore insensibile ai farmaci anti-EGFR. che risulteranno quindi inefficaci ai fini dell’inibizione della proliferazione cellulare e della disseminazione del CA; tale indicazione è utile al fine di valutare la terapia idonea capace di assicurare il massimo beneficio.
Il KRAS è quindi l’unico biomarcatore molecolare conosciuto del carcinoma del colon retto metastatizzato e la sua determinazione è l’unico fattore che permette di predire l’efficacia di azione dei farmaci biologici (anticorpi anti EGFR).
 

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