Influenza stagionale . . . Vaccino SI, Vaccino NO ???

Autunno, le temperature si stanno abbassando e torniamo a pralare di Influenza, virus influenzali e vaccino . . .

Influenza  stagionale . . . Vaccino SI, Vaccino NO ???   –   Il problema che da 2 anni si evidenzia sulla somministrazione del vaccino contro il virus A H1/N1 (quest’anno si trova all’interno del vaccino stagionale) è quanto mai dibattuto e controverso; ci limitiamo a riportare informazioni tratte dal Ministero della Salute e consigliamo ad ognuno di rivolgersi al proprio Medico di base per ogni informazione e/o chiarimento.

I virus influenzali umani appartenenti alla famiglia Orthomyxoviridae, sono raggruppati in tre tipi (A, B, C) e classificati in sottotipi a seconda delle caratteristiche degli antigeni di superficie H e N.
Il ceppo virale di tipo A è quello più diffuso, rappresenta il principale responsabile delle epidemie e pandemie influenzali.
In base alle mutazioni minori (ogni 2-3 anni) o maggiori (ogni 10-20 anni) del virus, si ha la maggior o minor diffusione; quando il virus trova le difese immunitarie della popolazione parzialmente protette il virus causa epidemie, quando le mutazioni virali sono importanti, non trovando una idonea protezione immunitaria nella popolazione,  possono originare vere e proprie pandemie.

L’OMS ha raccomandato a tutti i Paesi di mettere a punto un piano pandemico e di aggiornarlo costantemente seguendo linee guida concordate.

Sono state così individuati 3 livelli e 6 fasi di rischio pandemico:

periodo interpandemico (Fase 1; Basso rischio e Fase 2; Nuovo virus),

periodo di allerta (Fase 3; Auto limitante, Fase 4; Da uomo a uomo, Fase 5; Epidemico),

periodo pandemico (Fase 6; Pandemico).

 

Nell’ultimo secolo abbiamo assistito a diverse epidemie influenzali, come . . .
1918-19: Spagnola (virus A H1N1)
1957-58: Asiatica (virus A H2N2)

1968-69: Influenza Hong Kong (virus A H3N2)
1976: Influenza suina (virus A H1N1)

1977: Influenza Russa (virus A H2N2, simile a quello “Asiatico” del 1957)
1997 -2004: Influenza Aviaria (virus A H5N1)

2003: SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Severa)

2008-09: Influenza Australiana (sottotipo del virus A H3N2)
2009-10: Influenza Suina (virus A H1N1)

 
L’influenza, è una malattia respiratoria causata da virus che si annidano nelle vie aeree di naso, gola e polmoni.

I virus dell’influenza sono molto resistenti all’ambiente esterno e trovano terreno fertile con le basse temperature e l’umidità (il picco influenzale avviene infatti durante l’inverno).

Il contagio avviene per via aerea, attraverso le goccioline di saliva espulse con tosse e starnuti, ma anche attraverso il contatto con le mani contaminate. Gli ambienti chiusi, sovraffollati e con uno scarso ricambio d’aria (aule scolastiche, mezzi di trasporto pubblici, negozi, cinema) sono quelli in cui più facilmente si entra in contatto con i virus.

Quindi una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie può giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza.

Misure di protezione personali utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza:

  • Lavarsi spesso le mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici); in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito
  • Igiene respiratoria; contenimento della diffusione derivante dagli starnuti, dai colpi di tosse, con la protezione della mano o di un fazzoletto, evitando contatti ravvicinati se ci si sente influenzata
  • Isolamento volontario a casa di delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale
  • Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali) 

Il periodo di incubazione del virus A H1N1 è molto breve (da 1 a 3 giorni). 
L’esordio dell’influenza si presenta in modo brusco e improvviso, con febbre alta intorno ai 38°C o superiore, con sintomi identici a quelli dell’influenza stagionale: malessere generalizzato, cefalea, indolenzimento muscolare, tosse, mal di gola o congestione nasale; talvolta può associarsi anche nausea, vomito e diarrea.

Il trattamento dell’influenza AH1/N1 in soggetti adolescenti e adulti, in assenza di patologie croniche, è legata solo all’utilizzo di farmaci sintomatici (antipiretici o antinfiammatori e sciroppi per la tosse), e viene consigliato un periodo di riposo di almeno 4-5 giorni in un ambiente caldo e ben areato, bere molto per favorire l’espettorazione e reintegrare i liquidi e i sali minerali persi con la sudorazione.

Per i soggetti a rischio il Ministero della Salute in nome del  Prof. Ferruccio Fazio ha emanato la Circolare con le raccomandazioni per la prevenzione dell’influenza stagionale 2010-2011 che tengono conto dell’attuale livello di allerta pandemica per il virus AH1N1 e consiglia la somministrazione del vaccino anti-influenzale.

Al momento, nei paesi dell’ Emisfero sud, entrati nella stagione invernale e per i quali sono disponibili dati relativi alla sorveglianza delle sindromi simil-influenzali, l’andamento di queste appare stabile o in lieve incremento, con una piccola percentuale di casi legata al virus pandemico mentre il resto delle sindromi è addebitabile ad altri virus.
La campagna di vaccinazione stagionale, che partirà ad Ottobre e promossa dal Servizio Sanitario Nazionale è rivolta principalmente ai soggetti classificati e individuati a rischio di complicanze severe, e a volte letali e alle persone non a rischio che svolgano attività di particolare valenza sociale.

L’offerta di vaccino a queste categorie è gratuita ed attiva da parte delle Regioni e Province Autonome. L’elenco delle categorie cui offrire prioritariamente la vaccinazione, le altre misure preventive nei confronti dell’infezione, insieme ad altre informazioni e alle indicazioni per la sorveglianza delle sindromi simil-influenzali e dei virus influenzali circolanti nel nostro Paese, sono visionabili nella Circolare del 29 luglio 2010. 

 

In Italia l’evoluzione del contagio dipenderà da una serie di fattori legati principalmente alla proporzione di soggetti ancora suscettibili all’influenza pandemica. 
Sulla base dei dati epidemiologici e siero-epidemiologici (pre-pandemici) raccolti, si stima che circa il 20% della popolazione italiana di età ≤64 anni ed il 25% di quella ≥ 65 anni sia entrata in contatto con il virus o sia stata vaccinata. Tuttavia, non essendo disponibili dati di sieroepidemiologia alla fine della stagione 2009/2010 non è possibile confermare i dati sopra descritti in quanto non tengono conto della quota di infezioni asintomatiche o paucisintomatiche che possono essersi verificate durante la pandemia.

Di fatto, la pandemia ha completamente modificato il quadro epidemiologico dell’influenza nel nostro Paese, osservato negli ultimi 10 anni di sorveglianza Influnet, in quanto ha visto l’insorgenza di un picco epidemico, di casi e di decessi, nel mese ottobre-novembre, in un periodo dell’anno in cui normalmente non si osserva la circolazione sostenuta dei virus dell’influenza stagionale. Si rammenta, inoltre, che una caratteristica comune delle pandemie di influenza è quella di presentarsi in ondate successive, che nei Paesi a clima temperato si sviluppano prevalentemente nelle stagioni autunno-invernali successive alla comparsa del nuovo virus (Potter C.W., 1998).

 

La vaccinazione

La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo per prevenire la malattia e le sue complicanze.

L’OMS indica quale obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale la prevenzione delle forme gravi e complicate di influenza e la riduzione della mortalità prematura in gruppi ad aumentato rischio di malattia grave: una strategia vaccinale basata su questi presupposti presenta un favorevole rapporto costo/beneficio e costo/efficacia.

Per ciò che concerne l’individuazione dei gruppi a rischio rispetto alle epidemie di influenza stagionale, ai quali la vaccinazione va offerta in via preferenziale, esiste una concordanza, in ambito europeo, sul fatto che principali destinatari dell’offerta di vaccino antinfluenzale stagionale debbano essere le persone di età pari o superiore a 65 anni, nonché le persone di tutte le età con alcune patologie di base che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza.

 

Pertanto, gli obiettivi della campagna vaccinale stagionale contro l’influenza sono:

  • riduzione del rischio individuale di malattia, ospedalizzazione e morte
  • riduzione dei costi sociali connessi con morbosità e mortalità

 

Vaccino trivalente stagionale

La sua composizione si basa sulle informazioni sui ceppi virali circolanti ed il trend epidemiologico raccolti dal Global Influenza Surveillance Network dell’OMS, che si avvale della collaborazione dei National Influenza Centres (NIC) presenti in 83 Paesi.

Per l’Italia il NIC è sito presso l’Istituto Superiore di Sanità che coordina 18 Laboratori Regionali.

Dai dati raccolti da tale newtwork risulta che il virius pandemico A/H1N1v, emerso nel marzo-aprile 2009, è rimasto predominante nel mondo durante la scorsa stagione influenzale, mentre i virus delle precedenti stagioni (A/H1N1, A/H3N2 e B) hanno circolato a livelli molto bassi.

 

Tuttavia, non potendo prevedere con certezza l’impatto che avranno i virus A/H1N1v, A/H3N2 e B nell’emisfero settentrionale, durante la stagione 2010-11, l’OMS ha pertanto deciso che la composizione del vaccino per la prossima stagione 2010-11 per l’emisfero settentrionale sia la seguente:

  • antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1), cosiddetto ceppo “Pandemico”
  • antigene analogo al A/Perth/16/2009 (H3N2);
  • antigene analogo al ceppo B/Brisbane/60/2008

 

Raccomandazioni sull’impiego dei vaccini antinfluenzali per la stagione 2010-11

Il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni.

Tuttavia, in accordo con gli obiettivi della pianificazione sanitaria nazionale e con il perseguimento degli obiettivi specifici del programma di immunizzazione contro l’influenza (inizio dal 1 Ottobre 2010) tale vaccinazione viene offerta gratuitamente ai soggetti che per le loro condizioni personali corrano un maggior rischio di andare incontro a complicanze nel caso contraggano l’influenza.

Il livello degli anticorpi si mantiene a livello protettivo per molti mesi nella maggior parte dei soggetti vaccinati, anche anziani. Il breve anticipo della campagna vaccinale, rispetto agli anni precedenti, non comporta quindi rischi in caso di diffusione tardiva dei virus.

La campagna di vaccinazione stagionale, promossa ed economicamente sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale, è rivolta principalmente ai soggetti classificati e individuati a rischio di complicanze severe e a volte letali, in caso contraggano l’influenza. L’offerta gratuita attiva è rivolta anche alle persone non a rischio che svolgono attività di

particolare valenza sociale.

L’inserimento dei bambini sani di età compresa tra 6 mesi e 24 mesi (o fino a 5 anni) nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l’influenza stagionale è un argomento al centro di discussione da parte della comunità scientifica internazionale; pertanto NON si ritiene necessario promuovere programmi di offerta attiva gratuita del vaccino influenzale stagionale ai bambini che non presentino fattori individuali di rischio.

Ciò non significa che vi siano controindicazioni alla vaccinazione dei bambini “sani” di età superiore a 6 mesi, qualora il loro pediatra optasse per tale scelta. Valgono per loro le stesse regole (dosaggio, n° di dosi) indicate per i bambini appartenenti ai gruppi di rischio.

Per tutti i soggetti della popolazione generale che decidano di vaccinarsi contro l’influenza stagionale, per varie motivazioni (timore della malattia, viaggi, lavoro, etc.), il vaccino stagionale è disponibile presso le farmacie.

 

Tipologia di vaccini

I vaccini disponibili in Italia sono tutti inattivati e quindi non contengono particelle virali intere attive e sono classificabili nei seguenti tipi:

  • vaccino split, contenente virus influenzali frammentati
  • vaccino a subunità, contenente solo gli antigeni di superficie, emoagglutinina e neuraminidasi (indicati per l’immunizzazione dei bambini e di adulti che abbiano presentato episodi reattivi a precedenti vaccinazioni)
  • vaccino virosomiale, contenente gli antigeni di superficie emoagglutinine e neuroaminidasi legati a carrier/adiuvante (sono autorizzati per l’immunizzazione dei soggetti di età superiore a 6 mesi)
  • vaccino adiuvato, contenente gli antigeni di superficie emulsionati ad adiuvante oleoso metabolizzabile  (autorizzati, per l’immunizzazione dei soggetti di età ≥64 anni. La funzione degli adiuvanti è quella di potenziare la risposta immunitaria alla vaccinazione; per questo trovano particolare indicazione per l’immunizzazione dei soggetti anziani e di quelli poco rispondenti)
  • vaccino intradermico, è un vaccino split, confezionato in una siringa particolare che consente di inoculare nel derma la dose desiderata – concentrata in 0,1 ml di volume – (potenzia la risposta immunitaria anche nei pauci-rispondenti alla somministrazione intramuscolare)

 

1 sola dose di vaccino antinfluenzale è sufficiente per i soggetti di tutte le età, con esclusione dell’età infantile. Infatti, per i bambini al di sotto dei 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane.

Il vaccino antinfluenzale, con l’eccezione del trivalente intradermico, va somministrato per via intramuscolare ed è raccomandata l’inoculazione nel muscolo deltoide per tutti i soggetti di età superiore a 9 anni; nei bambini e nei lattanti la sede raccomandata è la faccia anterolaterale della coscia.

Il vaccino influenzale trivalente intradermico (0,1 ml) è preconfezionato in siringa speciale per inoculazione intradermica. Il sito di somministrazione raccomandato è la regione del deltoide. Questo vaccino è indicato nella profilassi dell’influenza negli adulti (> 18 anni) e negli anziani.

 

Controindicazioni e precauzioni

Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:

  •  Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età).
  • Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente somministrazione di vaccino o ad uno dei suoi componenti.
  • Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta.
  • Un’anamnesi positiva per Sindrome di Guillain-Barrè (polinevrite acuta) costituisce motivo di precauzione riguardo alla somministrazione di vaccino antinfluenzale.

Non vi è controindicazione a vaccinare le persone asintomatiche, pur se infette, nel periodo epidemico.

A conclusione vi riportiamo per un attimo a riflessioni già fatte nel 2009 e vi proponiamo un video del 2009 ed uno del 2010 del Dott. Montagnier relativo alle terapie naturali per la prevenzione dell’influenza.
 

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