La visita omeopatica (costituzioni e diatesi)

E’ bene precisare che il rimedio omeopatico agisce sia sul piano fisico che sul piano psichico, ed è importante identificare correttamente anche le più piccole alterazioni che si sono verificate nell’organismo. Il medico omeopata deve, senza prescindere dalle conoscenze di tipo convenzionale, occuparsi non solo del problema per cui il paziente è giunto alla sua osservazione, ma anche degli  aspetti psicologici e comportamentali di quella persona che si sono modificati con l’insorgenza della malattia.
Durante la visita dovranno essere esaminati accuratamente  tutti gli elementi e i segni che permettano di arrivare a una corretta diagnosi di malattia, mediante domande, storia clinica, accurata visita del paziente, e conseguentemente ad una strategia terapeutica. Durante la visita omeopatica il paziente verrà osservato e coinvolto in una sorta di “interrogatorio”, il medico si comporterà come un investigatore alla ricerca del colpevole, la visita quindi si articolerà in quattro momenti: l‘osservazione, l’interrogatorio, il terreno, l’esame clinico.
E’ bene ricordare che il medico omeopata deve stabilire con il paziente un rapporto di particolare empatia al fine di facilitare una più approfondita conoscenza della sua personalità, della sua vita, delle sue relazioni e delle tematiche psicologiche dominanti.

L’interrogatorio

Il modo di porsi di una persona, “tradisce” e “svela” ciò che spesso essa vorrebbe tenere nascosto; il bravo omeopata deve obbligatoriamente osservare il modo di muoversi, di parlare, di porsi al medico al fine di fornire indicazioni sulla personalità e la modalità di reazione più profonde, utili per avvicinarsi alla terapia più consona ed efficace.
 
L’interrogatorio
Una accurata anamnesi è sicuramente indispensabile per un corretto inquadramento della patologia quindi il medico omeopata dopo avere ascoltato attentamente  una prima descrizione spontanea del problema, deve interrogare scrupolosamente il paziente, per raccogliere il maggior numero di informazioni. E’ importante la VALORIZZAZIONE dei sintomi (dare loro un giusto peso) e la GERARCHIZZAZIONE dei sintomi (fare una graduatoria).
 
Il Terreno
Per terreno di un individuo si intende l’insieme delle caratteristiche fisiologiche, metaboliche e psicologiche. Di queste, una parte è determinata dal codice genetico, l’altra è modellata dagli influssi del mondo esterno.
Il terreno comprende . . .

La Costituzione
L’insieme delle caratteristiche morfo-fisiopsicologiche e genetiche è in grado di influenzare la reattività di un individuo.  L’analisi antropometrica ci informa di quale può essere la predisposizione ad ammalarsi del paziente.  A seconda della propria costituzione ogni individuo ha dei tessuti o degli organi più “resistenti” ed altri meno “resistenti” (meiopragia costituzionale). E’ verso questi ultimi che si indirizza la malattia. Lo studio delle costituzioni dà la possibilità di individuare una persona e  prevedere le malattie a cui può andare incontro. 

Costituzioni secondo VANNIER (1940) . . .
 
COSTITUZIONE CARBONICA
Onlio
COSTITUZIONE SULFURICA/GRASSA
J. Waine
COSTITUZIONE SULFURICA/MAGRA
Liz Taylor
COSTITUZIONE FOSFORICA
David Niven
COSTITUZIONE FLUORICA
Stanlio
Statura media, tendenza all’obesità, mangia poco ed ingrassa. Statica rigida. Prevale la via vegetativa su quella di relazione. Lo scopo è la ricerca di sicurezza. Freddoloso. Ipoteso. Funzionalità ormonale rallentata. Tendenza all’insulino-resistenza
Statura media, forte, muscoloso. Combattivo, impulsivo. Ama il movimento e la vita. Ha sempre caldo. Tende a patologie cardiovascolari e a turbe metaboliche da carico tossinico. E’ un soggetto grosso ma tonico, mangia molto
Statura alta o media. Regolarità ed armonia di tutte le regioni corporee. Equilibrio nella vita di relazione e vegetativa. La sua reattività è vivace e stenica, quindi manifesta la tendenza a reazioni congestizie, spasmodiche e suppurative. Normotipo, soggetto armonico
 
Alto e magro. Torace esile, arti lunghi e sottili. Come un fiammifero si accende vivacemente ma si può spegnere improvvisamente. Ipercatabolico. La vita interiore prevale su quella vegetativa e di relazione. Freddoloso, tendenzialmente “malaticcio”. Tende al dimagrimento, all’anemia ed alla demineralizzazione
Ha la tendenza alla distrofia, alla asimmetria e alla lassità legamentosa. Scoliosi. Presenta spesso comportamenti conflittuali, talvolta autodistruttivi. Prevalgono patologie caratterizzate da stati irritativi, ulcerazioni, sclerosi, con frequente orientamento autoimmune
 

La Diatesi rappresenta la modalità di sviluppo ed evoluzione della malattia. E’ il “modo di fare” la malattia: una stessa patologia può evolvere diversamente da persona a persona.

Il Biotipo sensibile   Riproduce nella Materia Medica la totalità dei segni (ciò che in modo obiettivo è possibile rilevare) e dei sintomi (ciò che soggettivamente il paziente percepisce) caratteristici di un particolare rimedio. 
Vengono detti POLICRESTI le sostanze caratterizzate nella sperimentazione e nella tossicologia di indurre nei soggetti sani e sensibili un ventaglio di sintomi particolarmente ampio.
L’esame clinico
La visita medica  permette di raccogliere elementi essenziali per la formulazione di una diagnosi corretta e indica o conferma la necessità di procedere a ulteriori accertamenti di laboratorio o strumentali.
La visita non presenta  differenze particolari da quella convenzionale ma deve tenere conto di alcune informazioni, che forniscono elementi utili per identificare il rimedio e la diluizione più idonea.
 Chiaramente meno è progredita la malattia migliori sono le possibilità di curare e guarire con l’omeopatia, anche se l’omeopatia è in grado di curare sia malattie organiche che funzionali, sia in fase acuta che cronica.
La vera guarigione non comporta la semplice eliminazione del sintomo ma implica anche un miglioramento delle condizioni psicologiche del paziente.
Una corretta omeopatia si compone di una visita accurata per identificare le cause reali della “malattia”, una serie di controlli a scadenza variabile a seconda del tipo e gravità della patologia(60-90 giorni) da effettuarsi nei 6-12 mesi successivi.
Si passerà alla seconda fase della cura di prevenzione e mantenimento che prevede un, massimo due controlli l’anno.