Meno farmaci contro il colesterolo

Le linee guida Usa rivedono i rapporti con le malattie cardiache ed affermano che non bisogna curare il colesterolo, ma i pazienti, e preoccuparci del rischio reale che una persona vada incontro a infarto o ictus quando il livello dei suoi grassi nel sangue è troppo elevato.

Dieta e attività fisica contro il colesterolo!   Le linee guida Usa rivedono i rapporti con le malattie cardiache ed affermano che non bisogna curare il colesterolo, ma i pazienti, e preoccuparci del rischio reale che una persona vada incontro a infarto o ictus quando il livello dei suoi grassi nel sangue è troppo elevato.

Negli Stati Uniti sono state infatti pubblicate nuove linee guida che cambiano la strategia di prevenzione della malattie cardiovascolari (il colesterolo, infatti, rappresenta uno dei  fattori predisponenti, insieme a molti altri).

Secondo questo nuovo approccio, i pazienti vengono divisi in due gruppi:

  1. quelli che hanno già avuto problemi cardiovascolari per questo gruppo il suggerimento è di somministrare farmaci anticolesterolo alle dosi indicate dagli studi clinici. E questa si chiama prevenzione secondaria.
  2. quelli che hanno il colesterolo alto, ma non hanno disturbi. Questa è la prevenzione primaria che vuole cioè impedire che una patologia si manifesti. Ricordiamo che il livello di colesterolo nel sangue è un marcatore che ci dà importanti informazioni e che va valutata la situazione clinica complessiva del paziente e non solo il valore di colesterolo fine a se stesso precisiamo inoltre che oltre a dosare il colesterolo totale è bene valutare anche i valori di LDL e HDL i cui livelli ideali nel sangue dovrebbero essere inferiore ai 130 milligrammi per decilitro (mg/dl) di sangue per LDL , e superiori ai 60, milligrammi per decilitro (mg/dl) di sangue per l’HDL.

Le nuove guide americane  suggeriscono la terapia farmacologica per persone con più di 21 anni che hanno:

  • l’LDL al di sopra di 190 mg/dl ovvero quelli in cui l’aumento di questa sostanza ha cause genetiche,
  • i soggetti diabetici e tutti coloro che hanno una probabilità di andare incontro a problemi cardiovascolari perché hanno altri fattori di rischio come il fumo, la pressione arteriosa elevata o una ridotta presenza di HDL.

In tutti gli altri casi, come si dice «borderline», che non rientrano in queste categorie, il suggerimento è quello di ricorrere ai due presidi che dovrebbero comunque essere sempre adottati ovvero corretta alimentazione e attività fisica.

Le nuove linee guida americane hanno il pregio di fare maggiore attenzione alla storia clinica del  paziente, valutandolo nella sua globalità,  e di non soffermarsi a un semplice esame di laboratorio.

Secondo le linee guida europee i pazienti che hanno avuto incidenti cardiovascolari vengono messi in terapia quando hanno valori di colesterolo più alti rispetto a quelli previsti dagli americani ma da sempre in Europa siamo più attenti al paziente e il valore di colesterolo viene reinterpretato dalla clinica.

Forse si è anche esagerato nel propagandarlo come il «nemico numero uno per la nostra salute cardiovascolare» in quanto nella valutazione del rischio cardiovascolare come affermano gli esperti  bisogna  di prendere in considerazione elementi che gli americani hanno trascurato. Per esempio: anche i trigliceridi hanno la loro importanza. E ci sono anche altri farmaci che possono essere utili per ridurre colesterolo e trigliceridi che gli americani hanno ignorato nelle loro linee guida.

E’ bene precisare che una regolare attività fisica già da sola è in grado di aumentare la frazione di colesterolo buono (HDL) e migliorare il funzionamento del sistema cardiovascolare nonchè ridurre il tasso di lipidi nel sangue, e ottenere un buon  controllo del proprio peso.

 

Per quanto riguarda l’alimentazione ecco alcuni consigli . . .

  • Consumare preferibilmente alimenti ricchi di fibre quindi cibi integrali, frutta e verdura e legumi.
  • Aumentare il consumo di pesce, in particolare quello azzurro ricco di acidi grassi Omega-3 e Omega-6
  • Ridurre il consumo di grassi animali come burro, lardo, strutto, tuorlo d’uovo, formaggi grassi, carni grasse, frattaglie
  • Scegliere cotture semplici, al vapore, al forno, alla griglia, al cartoccio ed evitare le fritture
  • Evitare gli alimenti contenenti grassi vegetali idrogenati questi sono sicuramente i nemici numero  dell’ipercolesterolemia, la pericolosità di questi grassi deriva dalla loro capacità di innalzare i livelli di colesterolo totale abbassando contemporaneamente i livelli di colesterolo buono, i suddetti grassi sono presenti in quasi tutti gli alimenti quotidiani: brioches, grissini, cracker, biscotti, dolci, noccioline, moltissimi tipi di pane.
  • Utilizzare l’olio d’oliva extravergine  per condire le pietanze
  • Per quanto riguarda le uova considerate le innumerevoli proprietà benefiche di tale alimento (vedi l’articolo Assolviamo le uova come colpevoli di ipercolesterolemia) è bene limitarne il consumo solo nei casi di comprovata ipercolesterolemia o in presenza di altre patologie che richiedano il monitoraggio costante dei valori ematici di colesterolo; in assenza di queste controindicazioni è possibile consumare uova, facendo attenzione a non eccedere e a non abbinarle ad altri alimenti ricchi di colesterolo come frattaglie e crostacei o a cibi ricchi di grassi di origine animale come insaccati grassi, burro e formaggi. Ricordiamoci infine che molti alimenti di origine dolciaria contengono tuorlo d’uovo così come alcuni tipi di  pasta vengono preparati aggiungendo all’incirca un uovo ogni 100 grammi di prodotto. 
  • Notevoli benefici sono attribuibili alle noci in base ai risultati di alcuni studi possiamo affermare che il consumo di 40-80 grammi di noci al giorno, in una dieta equilibrata, produce mediamente un calo dei livelli di colesterolo LDL (cattivo) di circa 8-12 mg/dL, mantenendo sostanzialmente invariati i valori del colesterolo HDL (buono). In termini nutrizionali, le noci sono piuttosto ricche di acidi grassi polinsaturi (omega 6 e 3), l’aminoacido arginina precursore dell’ossido nitrico (potente vasodilatatore), vitamina E dalle note proprietà antiossidanti, steroli vegetali e fibra.
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