Nutriamo il nostro cervello

Per funzionare bene il cervello ha bisogno di tutte le sostanze nutritive in particolare del glucosio....

Nutriamo il nostro cervello   –   Il funzionamento del cervello ancora non è chiaro ma tra le sue attività, la riorganizzazione delle connessioni tra i neuroni richiede un grande apporto di energia. Questa viene ricevuta attraverso le cellule “carburante” dei neuroni, le cosiddette cellule gliali o gliociti che assorbono glucosio dal sangue e lo convertono in lattato, fonte di nutrimento per neuroni e cervello. Per funzionare bene, quest’ultimo ha bisogno di tutte le sostanze nutritive. La mancanza di energia è una delle cause del collasso dell’encefalo durante il processo di invecchiamento. L’assenza, anche temporanea, di una sostanza nutritiva può modificare le proprietà dei tessuti. Da ciò emerge che una corretta alimentazione migliora le funzionalità cerebrali. Al contrario, a lungo termine, una dieta non equilibrata peggiora la salute del cervello.
Una volta una vecchia pubblicità diceva il cervello ha bisogno di zucchero, quest’affermazione non è del tutto esatta, perché non ha bisogno del semplice zucchero bianco (costituito da una molecola di glucosio e da una di fruttosio) in realtà per funzionare correttamente  ha bisogno soprattutto di glucosio.
Un recente studio della Florida State University (USA) ha evidenziato come il self-control provoca un elevato consumo di energia che comporta una notevole diminuzione di glucosio nel sangue.
Questo non significa che possiamo mangiare tutti gli zuccheri che vogliamo, anche l’abuso comporta seri problemi, infatti l’eccesso di carboidrati semplici, zuccheri raffinati in particolare, aumenta la produzione di insulina (Insulino Resistenza), squilibrando la tolleranza al glucosio, con conseguenze non solo sul piano metabolico, ma anche su umore e capacità di attenzione e memorizzazione.
A sostegno della teoria, anche uno studio condotto su 30 individui di età compresa tra 61 e 76 anni dal Center for Brain Health, Department of Psychiatry, università di New York. La ricerca ha rilevato un’importante relazione tra la riduzione del meccanismo di regolazione del glucosio e il decadimento, nei soggetti anziani, delle funzioni cognitive generali, deficit di memoria e atrofia dell’ippocampo (l’area cerebrale chiave per apprendimento e memorizzazione).
Per salvaguardare la mente e non agevolare altri disturbi quali obesità, diabete, malattie cardiocircolatorie, occorre attenersi a un equilibrato rapporto tra carboidrati complessi e proteine (rispettivamente e limitare fortemente gli zuccheri semplici che non devono superare il 10-12% delle Kcal totali.
Se la dieta raggiunge le 2000 calorie, non più di 100 dovrebbero arrivare dallo zucchero. Mantenere queste proporzioni non è facile perché lo “zucchero” si trova un po’ dappertutto, nei cibi preconfezionati, nelle bibite ma non dimentichiamoci la frutta che lo contiene sottoforma di fruttosio.
Ecco alcuni consigli, per dolcificare gli alimenti è consigliabile limitarne il consumo, se possibile sostituirlo con dolcificanti naturali come per esempio il miele, che contiene maltosio, saccarosio, fruttosio e destrosio che vengono metabolizzati più lentamente rispetto allo zucchero raffinato,  inoltre è ricco di vitamine (B2,PP,C) e sali minerali quali ferro, calcio e fosforo che gli conferiscono virtù terapeutiche specifiche.
Altre importanti sostanze per il nostro cervello  sono L-Tirosina un aminoacido, di cui sono particolarmente ricchi frutta secca, mandorle in primis, banane, latte e proteine della soia e animali in genere, che utilizza per produrre noradrenalina e dopamina, importanti per il corretto funzionamento della memoria a lungo termine, per le reazioni di allarme e la stabilità dell’umore.
Carenze di vitamina B6 (in avocado, carote, lenticchie, germe di grano) e di fosforo (in cereali, verdure, latte, pesce, carni bovine, pollame, legumi), possono rallentare il metabolismo del cervello, favorendo deconcentrazione, svogliatezza e irritabilità.
Arachidi, germe di grano, trota e fegato di vitello ricchi di lecitina e, cavolini di Bruxelles, germogli di soia, cavolo, cavolfiore, spinaci, carote, lattughe e patate ricchi di colina, sono importanti per la produzione di acetilcolina, neurotrasmettitore correlato a memoria, apprendimento e attenzione.
Altra sostanza fondamentale è il coenzima Q10, presente nel pesce, in particolare nel tonno e nelle sardine, ma anche in spinaci, carne di manzo e arachidi, che aiuta il cervello a creare energia e agisce come antiossidante, proteggendo le membrane dei neuroni dall’azione dei radicali liberi.
Infine il famoso Ginkgo biloba: migliora la vascolarizzazione cerebrale e contrasta il decadimento cognitivo. 

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