Ossa: una minaccia è l’infiammazione

Meno infiammazione ossa più forti

Ossa: una minaccia è l’infiammazione

Uno studio ha evidenziato come una dieta pro-infiammatoria è un importante fattore di rischio per le fratture, è necessario quindi imparare ad utilizzare i cibi giusti. Il problema delle fratture è  molto diffuso (al mondo si verificano più di 8 milioni di fratture all’anno) esso ha nell’osteoporosi il principale fattore di rischio.
Lo studio è stato condotto su più di 3600 americani che avevano partecipato a una indagine sull’artrosi, alcuni ricercatori italiani, europei e americani hanno valutato (con un metodo appositamente messo a punto) l’indice di infiammazione della dieta, che hanno poi messo in relazione con le fratture verificatesi nel periodo di follow up durato otto anni.
Dopo aver corretto i dati relativamente a diversi fattori che potevano “inquinare” i risultati, i ricercatori hanno osservato che le donne con la dieta dal più elevato indice infiammatorio avevano un rischio di fratture significativamente maggiore rispetto alle donne con un regime alimentare a basso indice di infiammazione. «Molti studi hanno dimostrato che la dieta ha una grande capacità nell’influenzare il grado di infiammazione del nostro organismo — commenta Nicola Veronese, ricercatore del CNR di Padova e dell’IRCCS De Bellis di Castellana Grotte, in Provincia di Bari, e primo autore dello studio — e l’infiammazione è un importante fattore di rischio per le fratture. Il nostro lavoro suggerisce che tale problema sia particolarmente grave per le donne, nelle quali la presenza di osteoporosi e fratture è molto più alto che negli uomini. Sebbene questo risultato resti da confermare, è interessante osservare che già altri studi suggeriscono che l’infiammazione possa avere ruoli e meccanismi d’azione differenti nei due sessi, anche riguardo anche alle malattie cardiovascolari».

E’ ormai accertato che l’infiammazione cronica, o sistemica dovuta ad una infiammazione di basso grado interessa l’intero organismo e quindi gioca un ruolo importante pressoché in tutte le malattie croniche e degenerative, come le malattie cardiovascolari, la demenza e il diabete.
Per poterla combattere la dieta è fondamentale e deve essere ben equilibrata in macronutrienti, ricca di anti-ossidanti e di altri composti anti-infiammatori. Se da un lato i processi infiammatori sono importanti meccanismi di difesa dell’organismo, dall’altro possono “durare” e dare origine a queste e altre malattie anche croniche o favorire l’invecchiamento cellulare Per governare questi processi è bene orientare l’alimentazione verso una dieta ricca di cibi antinfiammatori e con un consumo ridotto di cibi pro-infiammatori. Ricordiamo inoltre che per migliorare ulteriormente la nostra dieta antinfiammatoria dobbiamo identificare mediante lo studio delle intolleranze alimentari quali gruppi di alimenti sono responsabili dell’ infiammazione da cibo con appropriati test. Questo ci permetterà di studiare una dieta finalizzata all’assunzione di cibi antinfiammatori ma anche di desensibilizzare l’organismo dagli alimenti incriminati favorendo il recupero della tolleranza

Vediamo ora per quanto riguarda gli specifici alimenti, quali preferire e quali evitare?

Alimenti da evitare
Grassi idrogenati vegetali e non : dolci e snack industriali, dado da brodo, brioches I grassi trans, portano a un aumento del livello di colesterolo  nel sangue, in particolare di quello LDL (“cattivo”). Sono i grassi che si formano durante i trattamenti industriali degli oli vegetali e quindi possono trovarsi negli alimenti trasformati che li contengono come margarine, prodotti in sacchetto, dolci industriali, dadi da brodo, brioches, snack industriali.

Cibi pronti: pesce e pollo impanati, zuppe e sughi pronti

I cibi pronti, con addittivi, coloranti, dolcificanti, esaltatori di sapidità favoriscono l’infiammazione. Attenzione quindi a pesce e carni impanate, zuppe pronte, sughi pronti……

Grassi saturi: insaccati, salame, wurstel

Anche i grassi saturi e gli alimenti ricchi di colesterolo favoriscono l’infiammazione sono un esempio: insaccati, carne processata e prodotti caseari, salame o wurstel

Alcol

Anche l’alcol soprattutto se consumato in eccesso non fa bene all’infiammazione. Se ne consiglia quindi un consumo moderato ovvero  1-2 unità al giorno per l’uomo e 1 unità al giorno per la donna o comunque una dose corrispondente circa al 10% dell’apporto calorico giornaliero. Una unità alcolica (U.A) corrisponde a circa 12 grammi di etanolo, che si trovano in 125 ml di vino, 330 ml di birra, e 40 ml di superalcolico, ricordiamo che 1 grammo di alcol corrisponde a 7 Kcal.

Cibi da preferire
                                              Cereali

Ci sono anche alimenti, cosiddetti antinfiammatori, di cui non dovremmo fare a meno come i cereali: orzo, grano saraceno, avena, segale, farri, grano, riso: L’importante è che siano integrali, ricchi di minerali, ferro, fosforo e vitamine del gruppo B che aiutano a mantenere stabile la glicemia

Olio extravergine d’oliva

L’olio extravergine d’oliva , con la sua concentrazione di grassi monoinsaturi, vitamina E e polifenoli, riduce la formazione di molecole pro-infiammatorie. I grassi monoinsaturi sono presenti anche in avocado e noci

 
                                         Omega 3 e omega 6

Si evitano processi del metabolismo collegati agli stati infiammatori con alimenti con Omega-3 e Omega-6 contenuti nel pesce azzurro, sgombri, alici, sardine, noci, semi di lino, sesamo, nei crostacei, nel tofu, nelle mandorle e nelle noci

 


Ananas e frutti di bosco

Via libera al succo di ananas contiene la bromelina, enzima dalle proprietà antinfiammatorie
Ribes, lamponi, more, mirtilli: i frutti di bosco svolgono attività antiossidante e antinfiammatoria in particolare a livello gastrico

Spezie e aromi

La curcuma, antiossidante, l’aglio, con i suoi composti a base di solfuro, lo zenzero, dalle proprietà antiulcerose, sono tutti ottimi antinfiammatori

 

Carciofi

I carciofi, per il contenuto di cinarina (dalle proprietà colagoghe e coleretiche) favoriscono la digestione , contengono inoltre calcio, magnesio e potassio; tra le vitamine ricordiamo le vitamine A, B1, B3, in minima parte vitamina C e PP.   Le principali proprietà terapeutiche riguardano effetti benefici per il fegato, per i problemi legati alla produzione eccessiva di colesterolo, ma anche per il diabete.