Pancia piatta senza lieviti

Il problema della "Cellulite" affligge solo il gentil sesso, quello della pancia gonfia è un male comune a uomini e donne. Tutti noi sogniamo una pancia piatta e tonica, l'alimentazione può essere un valido aiuto...

Il problema della “Cellulite” affligge solo il gentil sesso, quello della pancia gonfia è un male comune a uomini e donne. Tutti noi sogniamo una pancia piatta e tonica, il primo passo è una dieta corretta unita ad un sano e costante esercizio fisico.

Per quanto riguarda l’attività fisica, è bene precisare che gli esercizi per gli addominali “da soli” non sono sufficienti a ridurre il grasso addominale. Ricordiamo che il grasso addominale o viscerale è correlato in misura significativa all’insulino-resistenza ed è inoltre associato alle complicanze metaboliche e cardiovascolari tipiche della sindrome metabolica. L’accumulo di grasso viscerale è comunque influenzato dalla genetica poiché gli addominali sono di per sé un muscolo molto sensibile a quanto scritto nel proprio codice genetico, la genetica inoltre regola l’equilibrio ormonale, il metabolismo e la predisposizione o meno all’accumulo di grasso nella regione addominale, per combattere tale accumulo quindi è necessario controllare in primis l’alimentazione, svolgere regolarmente attività fisica, e porre attenzione allo  stile di vita e alla postura.

Per gli amanti della palestra potrebbe essere utile dedicarsi ad un’ attività aerobica o iscriversi ad un corso come  GAG (glutei, addome, gambe), per coloro che desiderano migliorare l’equilibrio tra corpo e mente può essere indicato il  pilates che unisce in sè il rilassamento e la meditazione, la metodicità e la precisione dei movimenti tipici delle discipline orientali, e la forza e la rapidità di esecuzione tipiche delle discipline occidentali.

Il pilates è un metodo di allenamento completo, perfetto per allenare tutti i muscoli, addominali compresi.

Se con l’arrivo della bella stagione, preferite andare in piscina, un ottimo esercizio è eseguire la bicicletta in acqua, appoggiando il busto al bordo o ai divisori della corsia oppure restando con la schiena attaccata al bordo della piscina, si possono sollevare le gambe piegando le ginocchia e portandole al petto, eseguendo il movimento anche verso i lati per allenare gli obliqui. Rana e dorso sono gli stili più consigliati per chi pratica il nuoto e vuole scolpire gli addominali.

Per quanto riguarda l’alimentazione, un consiglio utile potrebbe essere quello di iniziare la colazione con una porzione di frutta, il pranzo e la cena con della verdura,  preferire carni bianche e pesce accompagnate da verdura, e per quanto riguarda i carboidrati meglio integrali, che grazie all’apporto di fibra regolarizzano la funzionalità intestinale.

Non dimentichiamoci poi di bere la giusta quantità di acqua almeno 1,5 litri al giorno e limitare l’utilizzo di sale, che potrà essere sostituito con spezie ed erbe aromatiche.  Approfondimento: Intolleranza al sale

Un attenzione particolare va riservata ai cibi contenenti lievito o cibi fermentati
I lieviti sono spesso la causa di fastidiosi gonfiori addominali. Purtroppo li mangiamo senza accorgercene perché sono contenuti in quasi tutti gli alimenti della nostra dieta mediterranea: dalla pizza ad alcuni formaggi, dai biscotti al pane.

Il lievito è costituito da un insieme di microorganismi in grado di provocare fermentazione, rendendo i cibi morbidi, fragranti e più voluminosi, ma lo stesso effetto si può verificare all’interno del nostro organismo. L’estratto di lievito fornisce acido folico, sali minerali, vitamine, ma anche purine sostanze azotate che facilitano la formazione di tossine che a loro volta, rallentano i processi metabolici e affaticano gli organi.

L’eliminazione dei lieviti sembra avere un effetto importante anche sulla perdita di peso e in particolare sulla perdita di massa grassa.

La relazione con l’infiammazione o con altri aspetti non ancora del tutto precisati ha sempre evidenziato in chi seguisse una dieta di controllo delle sostanze fermentate un interessante stimolo alla perdita di massa grassa, probabilmente grazie ad un importante miglioramento della sensibilità insulinica. Questa evidenza è confermata da uno studio pubblicato su Experimental Gerontology che ha valutato la differente assunzione di cibo in modelli sperimentali animali, cui erano state fornite diete contenenti sostanze fermentate o meno. Gli animali lasciati a dieta libera mangiavano spontaneamente una grande quantità di cibo. Gli stessi animali lasciati a dieta libera di mangimi privi di sostanze fermentate e di lieviti mangiavano solo la metà degli altri, sentendosi spontaneamente sazi con minore quantità di cibo. Come lo zucchero che determina una risposta immediata di tipo iperinsulinemizzante, anche i lieviti e le sostanze fermentate portano ad una risposta organica di tipo difensivo. Così i lieviti possono essere un segnale importante nella regolazione dell’appetito, della sazietà e del metabolismo.

Dopo queste osservazioni appare evidente che anche in assenza di una reattività specifica, riscontrata ai test per la ricerca delleintolleranze alimentari, visto che il lievito è uno dei componenti alimentari più comuni sulle tavole degli italiani, vale la pena di considerare la possibilità di uno o due giorni settimanali di ”astinenza”, per liberare l’organismo da un eventuale sovraccarico. Nell’alimentazione italiana i cibi connessi alla lievitazione sono anche quelli che registrano il maggior contenuto di sale insieme agli insaccati, per cui nella giornata di controllo si otterrà anche una benefica riduzione del consumo di sale.

Fare attenzione ai lieviti nella  propria alimentazione non è facile ma non è nemmeno un’impresa impossibile, di seguito un elenco di cibi contenenti lievito e prodotti in cui sia comunque intervenuto un processo fermentativo.

Oltre ai cibi che ne contengono direttamente, infatti, l’evidenza clinica indica che la maggior parte delle persone con una reattività verso i lieviti trae giovamento dal controllo a rotazione nella dieta anche di tutti i prodotti in cui sia comunque intervenuto un processo fermentativo.

La dieta va applicata quindi non solo agli alimenti che contengono effettivamente lieviti, ma a tutti i prodotti che hanno subito qualche forma di fermentazione anche se non è stato aggiunto lievito di birra né lievito chimico né pasta madre.

I lieviti non sono sempre rilevabili dall’etichetta del prodotto, e vanno considerati parte di questa categoria tutti gli alimenti fermentati oltre che quelli con presenza effettiva di lievito.

 

Elenco dei cibi da considerare fermentati da evitare a rotazione . . .

 

Tutti i prodotti lievitati da forno: pane, crackers, grissini, fette biscottate, biscotti, prodotti di pasticceria e di panificazione in genere, compresi quelli detti “a fermentazione naturale”. La restrizione sui prodotti da forno va estesa anche ai cibi cotti in forno in cui sia contenuta farina. Anche in assenza di lievito, infatti, durante la cottura le farine subiscono una parziale lievitazione

Tutti i formaggi sia freschi che stagionati (compresi ricotta, mozzarella e parmigiano), il tofu (formaggio di soia). Lo yogurt anche se a fermentazione naturale sia di latte animale che di soia

Le bevande fermentate: birra, vino, tutti gli alcolici, il tè. Il bortsch, la tipica minestra russa a base di barbabietole latto-fermentate.

Funghi (essendo essi stessi miceti come i lieviti), sia che si tratti di champignons, porcini, funghi secchi o sott’olio.

Condimenti: aceto (anche quello di mele), i dadi da brodo (in quasi tutti, anche in quelli naturali, sono presenti lieviti), la maionese industriale (per il suo contenuto di aceto) e le salse macrobiotiche (quasi tutte fermentate, come la salsa di soia e il tamari, il miso).

Miele contiene dei funghi (lieviti) microscopici unicellulari in grado di vivere e riprodursi in ambiente molto ricco di zuccheri.

Tra i farmaci: estratti di lievito, molti integratori vitaminici (in particolare quelli del gruppo B che talora sono estratti da lieviti). L’eventuale uso di probiotici (fermenti lattici) va discusso col medico. Attenzione all’uso di tinture madri o macerati glicerici in quanto alcolici o di qualunque altro prodotto su base alcolica. Favorire estratti secchi o altri tipi di sali minerali.

Avanzi o cibi cucinati per più giorni: cibi lasciati a fermentare o ortaggi conservati a lungo all’aria aperta.

Acido citrico: conservante contenuto in moltissimi alimenti in sostituzione del succo di limone (derivato dal fungo Aspergillus geneticamente modificato).

Frutta essiccata come uvetta (attenti a certi muesli), albicocche seccate, datteri seccati, ecc.

Infine una dieta di controllo dei lieviti può essere utile anche per alcune patologie, come per esempio la candidosi, che può essere risolta anche grazie ad una corretta alimentazione. I sintomi provocati dalla candida sono stati considerati per anni solo l’espressione di un’infezione e trattati quindi quasi esclusivamente con forti dosi di farmaci mentre oggi appare sempre più chiara la correlazione con l’alimentazione.  Per questo motivo il trattamento della candida può trarre beneficio dall’impostazione di una dieta che controlli l’assunzione delle sostanze fermentate, muffe e lieviti.

 

 

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Con sede in Corso Sempione 8 a Milano, propone un approccio integrato tra la Medicina allopatica e naturale. Da oltre 20 anni si occupa di Alimentazione, Intolleranze Alimentari e Medicina Estetica.