Allergie primaverili e intolleranze alimentari

Recenti dati scientifici confermano inequivocabilmente una stretta relazione tra allergie respiratorie e intolleranze alimentari che sostengono lo stato infiammatorio dell’organismo, abbassandone la soglia di tolleranza

Combatti le allergie primaverili controllando anche le intolleranze alimentari

La rinite cronica, ed in particolare la rinite allergica, rappresenta una patologia di frequente riscontro è, come dice il termine, una infiammazione provocata dalla reazione della mucosa del naso a determinate sostanze. Si stima che il 10-30% della popolazione generale soffra di rinite allergica, nei bambini addirittura questa percentuale salirebbe al 40%, più precisamente secondo quanto riportato nel memorandum SIAIC (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica) sulle riniti, la percentuale di rinopatici sta salendo nei giovani fino ad arrivare al 24.2% e l’Italia non fa eccezione.
Una precisazione la sua frequenza è in netto aumento, soprattutto nelle grandi città: l’inquinamento è infatti uno dei fattori che portano all’incremento di questa patologia.
Queste percentuali probabilmente sono sottostimate poiché i sintomi vengono sottovalutati sia dal soggetto che ne è affetto che dal medico stesso. D’altra parte, il trattamento adeguato può evitare l’insorgenza a lungo termine di complicanze invalidanti.
In genere si tratta di un’allergia alle Graminacee, (gramigna, loglio, erba codolina, chiamata anche “coda di topo”) cioè ai pollini di tutte le piante di questa famiglia che fioriscono a seconda delle regioni, dell’altitudine e delle condizioni climatiche, generalmente tra aprile e giugno. Oltre alle Graminacee, altri pollini possono essere responsabili del raffreddore da fieno: in particolare le Betullacee, che danno sintomi molto precoci, in febbraio-marzo, le Composite, che sono responsabili invece delle rinocongiuntiviti estive.
I sintomi sono rappresentati da crisi di starnuti, congestione nasale, arrossamento del naso ed escoriazioni, occhi gonfi che lacrimano e bruciano, gola irritata e nei casi più gravi broncospasmo, e vere e proprie crisi asmatiche con pericolo di soffocamento.
I sintomi compaiono tipicamente in primavera, da febbraio a luglio a seconda dei pollini implicati, con punte massime nei mesi di maggio e giugno; sono più violenti all’aperto e nei giorni di bel tempo, specie se ventosi, che non nei giorni di pioggia.
I soggetti cosiddetti allergici presentano una sensibilità a questi pollini superiore alla soglia di tolleranza dell’organismo, per cui si ha un rilascio di istamina nell’organismo stesso con il conseguente instaurarsi della cosiddetta reazione allergica. Quello che comunemente è definito “raffreddore da fieno” si manifesta quando la concentrazione dei pollini nell’atmosfera supera i 10-20 grani di polline per metro cubo d’aria, ma è comunque variabile a seconda della specie.
Per avere un riferimento può essere utile sapere che durante il mese di Maggio si raccolgono anche 100 – 500 grani di Graminacea per metro cubo d’aria!
Molti pollini contengono degli antigeni, che sono la causa biochimica della reazione allergica, presenti anche in alcuni alimenti vegetali; l’ingestione di questi alimenti durante la stagione dell’impollinazione può dare origine a reazioni allergiche particolari definite “Allergie Crociate”.
Questo tipo di reazioni allergiche si manifesta con la comparsa di prurito intenso, gonfiore alle labbra e al cavo orale immediatamente dopo l’ingestione degli alimenti vegetali.
La reazione allergica crociata a volte si manifesta anche con il gonfiore della glottide e conseguente rischio di soffocamento.
Data l’importanza che riveste per i pazienti conoscere quali cibi possono dar luogo ad una reazione allergica crociata di seguito vengono evidenziati alcuni cibi che sarà opportuno evitare per i soggetti allergici ai vari pollini.
GRAMINACEE Frumento, pomodoro, kiwi, agrumi, melone, anguria,, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla.
PARIETARIA Basilico, ortica, melone, ciliegia, gelso.
COMPOSITE Cicoria, tarassaco, camomilla, banana, castagna, sedano, prezzemolo, carota, finocchio, pepe verde, olio di girasole, margarina, miele.
BETULACEE Mela , pera, nespola, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla, lampone, fragola, frutta secca, kiwi, sedano, prezzemolo, carota, finocchio.
Non sottovalutiamo quindi anche la nostra alimentazione, molti vegetali come abbiamo già spiegato, contengono degli antigeni del tutto simili a quelli presenti nei pollini, quindi l’ingestione di questi alimenti durante la stagione dell’impollinazione può dare origine a reazioni allergiche particolari definite “allergie crociate”. E’ quindi importante fare attenzione a tali alimenti  e individuare l’esistenza di possibili ipersensibilità o Intolleranze alimentari in quanto recenti dati scientifici confermano inequivocabilmente una stretta relazione tra allergie respiratorie e intolleranze alimentari (che sostengono lo stato infiammatorio dell’organismo, abbassandone la soglia di tolleranza) e impostare un’adeguata dieta di rotazione sugli alimenti non tollerati.
Potrà quindi essere utile l’effettuazione del TEST DRIA che consente di individuare eventuali intolleranze alimentari e una dose di neutralizzazione personalizzata (vaccini a bassa dose) per quel particolare polline a cui si è allergici.
Come combattere l’avanzata dei pollini primaverili e quali sono gli strumenti pratici per curare i disturbi respiratori della primavera .
Per iniziare può essere utile ricordare alcune regole comportamentali da seguire nei periodi critici:

1. Evitare di effettuare attività fisica all’aria aperta durante le ore più calde della giornata
2. Informarsi sulla concentrazione dei pollini a cui si è allergici nei luoghi ove si va a trascorrere i week-end o le vacanze.
3. Viaggiare mantenendo chiusi i finestrini delle auto e soggiornare per quanto possibile in ambienti dotati di aria condizionata.
4. Evitare di passeggiare in luoghi in cui l’erba sia stata tagliata di fresco.
I rimedi più efficaci vengono proprio da quella stessa natura che le provoca, tra le piante medicinali in primis troviamo il ribes nero capace di stimolare le ghiandole surrenali a produrre molecole similcortisoniche utili per combattere le reazioni allergiche, è possibile trovarlo sottoforma di olio di Ribes nero (in capsule, 2 o 3 capsule al giorno), o del Ribes nigrum 1D Macerato glicerico, assumendone 30-40 gocce per 2-3 volte al giorno. In genere, superato il breve periodo di accentuazione di 1-4 giorni, la situazione si normalizza nuovamente, consentendo alla persona di proseguire serenamente con il suo trattamento di base.
Utilissimo è anche l’utilizzo del rimedio omeopatico Orthohistaminum 9 CH. Usandolo nella sua preparazione in granuli, va utilizzato alla dose di 3 granuli per più volte al giorno.
Nello stesso modo l’uso di alcuni minerali che svolgono una specifica azione di riequilibrio del sistema immunitario può essere di estremo aiuto per controllare la sintomatologia allergica.
In genere il consiglio terapeutico è quello di usare una miscela di Oxiprolinati di Manganese-Zinco-Rame , assumendone 2 misurini al giorno in fase acuta, e 1 misurino al giorno in fase di prevenzione. In alternativa una preparazione più completa è costituita da Oxiprolinati di Manganese 30 ml, Zinco 90 ml, Rame 90 ml, Litio 30 ml, Magnesio 45 ml, Cobalto 15 ml della quale assumere 2 misurini da 5 ml al giorno.

Per quanto riguarda l’uso dei vaccini a bassa dose, si tratta di rimedi che lavorano sulla regolazione del sistema immunitario e non sulla sua inibizione totale.
Naturalmente qualora fosse necessario per combattere i sintomi acuti possono essere utilizzati in contemporanea i rimedi sintomatici classici (antistaminici o cortisonici per via orale, spray nasali o inalanti o gocce oculari) per lo stretto tempo necessario al miglioramento della sintomatologia. L’uso temporaneo di questi preparati semplifica l’esistenza in quei due-quattro giorni di effettiva necessità. Qualora fosse già in uso un prodotto antistaminico da tempo, è bene ricordarsi che anche di fronte al miglioramento della sintomatologia, gli antistaminici vanno ridotti con cautela. 

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Con sede in Corso Sempione 8 a Milano, propone un approccio integrato tra la Medicina allopatica e naturale. Da oltre 20 anni si occupa di Alimentazione, Intolleranze Alimentari e Medicina Estetica.