Sovrappeso ed obesità infantile un grande problema

Secondo l’International Obesity Trakforce, la prevalenza del sovrappeso è triplicata negli ultimi 10-20 anni; circa 150 milioni di bambini/adolescenti tra i 5 e i 17 anni sono sovrappeso e 30-45 milioni sono obesi. Anche se la popolazione non legge gli studi scientifici è vero che sempre più frequentemente vengono pubblicati articoli riguardanti il crescente aumento di sovrappeso ed obesità in età pediatrica . . .

Sovrappeso ed obesità infantile un grande problema  –  Secondo l’International Obesity Trakforce, la prevalenza del sovrappeso è triplicata negli ultimi 10-20 anni; circa 150 milioni di bambini/adolescenti tra i 5 e i 17 anni sono sovrappeso e 30-45 milioni sono obesi
Anche se la popolazione non legge gli studi scientifici è vero che sempre più frequentemente vengono pubblicati articoli riguardanti il crescente aumento di sovrappeso ed obesità in età pediatrica che ormai ha raggiunto proporzioni epidemiche, ma non sempre viene considerata e trattata adeguatamente. Forse non si vuol sentire, ma basterebbe almeno vedere, guardare per rendersi conto del problema. Sta di fatto che le statistiche segnalano che il 19% dei minorenni ha problemi di peso, tra questi il 9% sono obesi. 
Colpa dell’alimentazione scorretta, delle tante merendine, bevande commerciali, dolcetti, snack fuori pasto propagandati in modo esagerato e della folle inattività degli stessi bambini.

La valutazione del sovrappeso od obesità viene affidata al calcolo del Body Mass Index, esso è un indice affidabile del contenuto di grasso corporeo. 
I bambini con BMI superiore all’85° percentile dovrebbero seguire dei consigli sullo stile di vita, mentre quelli con BMI superiore al 95° percentile dovrebbero seguire un trattamento pediatrico specializzato.  Anche se abbiamo detto che il bambino dovrebbe seguire un trattamento specifico, in realtà in questi casi il trattamento è rivolto non solo al paziente, ma anche ai suoi familiari, nell’intento di seguire una dieta variata e di svolgere una attività sportiva.

L’obesità, soprattutto se infantile, rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo precoce di patologie muscolo-scheletriche (ginocchio varo, frattura della testa del femore), di patologie cardiovascolari (ipertensione arteriosa, dislipidemie, iperglicemia), di patologie del sistema endocrino (insulino-resistenza, intolleranza al glucosio, iperinsulinismo, diabete di tipo II), dell’apparato respiratorio (russamento ed apnee notturne) ecc. ecc. ecc.

 Cause

  • Fattori e/o patologie materne – fetali o post-natali
  • Patologie congenite e/o endocrine
  • Fattori ambientali (razza, stato socio-culturale-economico, tipo di alimentazione)
  • Predisposizione genetico/familiare (se un genitore è obeso c’è il 50% di possibilità che anche il figlio lo sia – se entrambi i genitori sono obesi c’è il 70% di possibilità. Il rischio di obesità aumenta di 2-8 volte in presenza di parenti obesi)
  • Assenza di attività sportiva
  • Eccessivo apporto di zuccheri semplici (bibite commerciali, succhi di frutta, caramelle . . . ) di alimenti da fast food (hamburger, patatine, frappè . . .)

 

L’obiettivo dei programmi di gestione del peso di un bambino può essere il mantenimento o il calo ponderale (5-10% del peso iniziale), a seconda dell’età e dello stadio di crescita. 
Ogni trattamento deve gestire la situazione a 360°, ovvero deve  comprendere la modificazione dello stile di vita alimentare, attività fisica e correzione comportamentale verso il cibo e spesso sarebbe utile una terapia (familiare) cognitivo-comportamentale.

La dieta dovrebbe essere un insieme di consigli di incrementare l’assunzione di frutta e verdura fresca, moderando le porzioni di amidi, latticini, carne/insaccati, bibite commerciali e dolcetti vari e naturalmente ridurre le porzioni. 
Viene raccomandata una dieta ipocalorica  solo quando si è davanti ad una grave obesità che spesso si accompagna a complicanze o effetti collaterali. 
Non bisogna però isolare (in senso alimentare) il bambino, consumare alimenti simili a quelli degli altri familiari.

L’attività fisica è un punto essenziale, di fondamentale importanza. Riuscire a togliere dall’immobilità dovuta alla visione del televisore, monitor di computer e/o giochi elettronici è già un passo verso la strada giusta, se poi ci aggiungiamo una attività sportiva a scelta . . . abbiamo imboccato la strada giusta. Da non sottovalutare il ruolo positivo che l’attività fisica ha non solo sul metabolismo del bambino, ma anche sulla capacità di socializzazione, di aggregazione con altre persone e di divertimento. E’ corretto iniziare l’attività sportiva in modo graduale e non in modo agonistico per evitare inutili e scorretti paragoni, è consigliabile iniziare con delle belle passeggiate magari al parco,  andare in bicicletta, ballare, nuotare . . .

La terapia cognitivo comportamentale, viene sempre consigliata a tutta la famiglia in modo tale che tutti i membri possano mettere in atto delle strategie volte a motivazionare il bambino/adolescente.

Oltre alle strategie riportate in precedenza dovrebbero essere sufficienti per raggiungere lo scopo, ma in alcuni casi, dove sono presenti gravi comorbilità può essere utile il trattamento farmacologico (Orlistat o Sibutramina solo nei soggetti con più di 12 anni) – Nei ragazzi/adolescenti obesi con BMI superiore a 40 che presentano complicanze o con BMI > a 50, che hanno comunque raggiunto il 95% dell’altezza bersaglio, che non sono riusciti a perdere peso utilizzando le strategie convenzionali, solo in casi eccezionali viene presa in considerazione la chirurgia bariatrica.

 

Un piccolo e breve commento prima di concludere . . .
 
Sarebbe bello che anche in Italia prendessimo esempio, almeno una volta, dalla Spagna, dove c’è stato un accordo tra governo (Ministero della Sanità) e Tv spagnole . . . 
NON saranno più ammessi messaggi ingannevoli o che incitino ad un consumo smisurato di golosità poco salubri. Nessuno potrà più trasmettere spot pubblicitari che tendano ad invogliare i bambini a “riempirsi” di cibo-spazzatura, così da poter combattere le cattive abitudini alimentari dei bambini spagnoli.
Non verranno censurati i prodotti, ma non verranno ammessi messaggi ingannevoli che possano incitare ad un eccessivo e smodato consumo di questi “alimenti”. Inoltre i protagonisti degli spot non possono rivolgersi direttamente ai piccoli spettatori . . .
Gli spot verranno distanziati dai programmi Tv per l’infanzia e non dovranno far leva sulla fantasia dei bambini.
 

Come inizio . . . niente male, chissà se prima o poi ci arriveremo anche noi italiani !!!

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Con sede in Corso Sempione 8 a Milano, propone un approccio integrato tra la Medicina allopatica e naturale. Da oltre 20 anni si occupa di Alimentazione, Intolleranze Alimentari e Medicina Estetica.