Speciale Gluten Sensitivity..parte prima

La Gluten-sensitivity è una reazione nei confronti del glutine non di natura autoimmunitaria nè di natura allergica; alla base di tale disturbo vi sarebbe una iper-risposta immunitaria di tipo innato nei confronti del glutine.

La Gluten-sensitivity è una reazione nei confronti del glutine non di natura autoimmunitaria né di natura allergica; alla base di tale disturbo vi sarebbe – comunque – una iper-risposta immunitaria di tipo innato nei confronti del glutine.

La sensibilità al glutine (GS = Gluten sensitivity) non è una vera allergia al grano e non è celiachia.

Considerata con scetticismo da molti medici come un disturbo psicosomatico disfunzionale, è  piuttosto una patologia che causa veri problemi gastrointestinali ed altre sintomatologie; è finalmente riconosciuta e classificata da un pool di esperti internazionali, tra cui spicca un nutrito gruppo di italiani, come un’entità nosologica a sé stante rispetto ai disturbi glutine-correlati, quali appunto l’allergia al frumento e la celiachia.

Il trigger (causa) sarebbe rappresentato da un eccessivo utilizzo di grani “iperconcimati” con quantità di glutine superiore del 12% rispetto al normale.

 

ECCESSO DI GLUTINE “PESANTE” NELLA DIETA

Negli ultimi anni è prevalso l’uso di grani iperconcimati (la percentuale di glutine è stata aumentata artificialmente) diversi dai grani “gentili” più tollerati e con una quota di glutine superiore del 12% rispetto al normale.

La selezione di frumenti sempre più atti alla panificazione, con apporti di glutine superiori anche di tre volte rispetto a quelli a cui l’organismo dei nostri progenitori era avvezzo fino ad un secolo fa, è sicuramente alla radice di molti problemi di salute legati al glutine. Il nostro organismo non si è evoluto sufficientemente per riuscire a gestire quantità elevate di queste sostanze. In queste frazioni di glutine esistono componenti tossiche che rendono difficile la vita ai soggetti borderline per la celiachia e la GS.

“La Gluten sensitivity e la celiachia sono parti di una gamma di disordini  legati al glutine in cui ‘ad un estremo’ vi sono i celiaci e all’altro le persone che possono mangiare pizza, pasta e biscotti. Al centro c’è questa indistinta area di reazioni al glutine, appunto la sensibilità al glutine” (Fasano et Al., 2000; 2005; 2011).

Nel 2011 un ricercatore italiano, emigrato negli USA, Alessio Fasano, direttore del Center for Celiac Research c/o la University of Maryland (è lui che ha fatto conoscere la celiachia agli americani), ha pubblicato con Anna Sapone della II Università di Napoli, un lavoro su BMC Medicine che dimostra come la Gluten sensitivity non sia affatto un problema mentale (come spesso i medici tendono ad interpretare), ma una vera e propria patologia.

Quindici esperti di 7 paesi hanno partecipato alla prima Consensus Conference che si è svolta a Londra l’11-12 Febbraio 2011 con l’obiettivo di definire una nuova nomenclatura ed una nuova classificazione di questa patologia.

Dopo un lungo dibattito e l’analisi della letteratura scientifica sull’argomento, gli esperti hanno pubblicato le loro considerazioni e conclusioni, incluso il primo algoritmo diagnostico per la diagnosi della sensibilità al glutine.

Con una stima del 6% di prevalenza nella popolazione mondiale, e di 3 milioni di italiani con trend in aumento, la sensibilità al glutine potrebbe essere una delle più comuni patologie al giorno d’oggi.

La sensibilità al glutine è sempre una reazione alla gliadina, proteina presente nel frumento e ad altre proteine simili che si trovano nella segale e nell’orzo. Il risultato di questa reazione è l’instaurarsi di un’infiammazione che provoca una serie di sintomi paragonabili a quelli della sindrome del colon irritabile: nausea, gastralgia, cefalea, sensazione di affaticamento, depressione, dolori muscolari, bloating, acne, obesità, disturbi ormonali, parestesie alle estremità, sensazioni di instabilità e di vertigine, arrossamenti cutanei diffusi, ma sono oltre cento i disturbi che sono stati messi in relazione con la sensibilità al glutine.

La GS viene diagnosticata in pazienti soprattutto adulti ed anziani con problemi in larga parte intestinali che in passato venivano classificati tra quelli sofferenti di colon irritabile.

La reazione al glutine è immediata, poche ore, al massimo giorni (in genere entro 72 h come tipico delle intolleranze alimentari) tra l’introduzione delle sostanze sensibilizzanti e l’insorgenza dei sintomi.

I soggetti in questione sperimentano la remissione della sintomatologia con dieta a basso o nullo contenuto di glutine, e la ripresentano ogni volta che il glutine viene reintrodotto. Si stima che tale condizione sia molto frequente, arrivando ad interessare fino al 6% della popolazione generale.

Dal punto di vista anticorpale, i pazienti con GS sono sempre anti-transglutaminasi ed anti-endomisio negativi, ma spesso anti-gliadina positivi.

Questa malattia, dunque, non sembra comportare una risposta autoimmune o il danno corrispondente al piccolo intestino come nel caso della celiachia; lo studio appare ancora limitato a poche centinaia di pazienti, ma a tutt’oggi nella GS non sembrano implicati meccanismi correlati a Leaky Gut Syndrome, anche se l’intestino risulta cronicamente infiammato. Nella GS non si registrano alterazioni della permeabilità intestinale, aumentata significativamente nella celiachia.

Inoltre, secondo le ultime valutazioni effettuate durante il Congresso Mondiale dei Celiacologi svoltosi in Oslo nel settembre 2011, la GS sarebbe prodromica a patologie complesse come la Sindrome da fatica cronica e le artriti reattive, patologie di cui tanto si comincia a parlare ma i cui meccanismi patogenetici non sono ancora molto noti.

Per quanto riguarda le evoluzioni finali, non vi è chiarezza stante il breve periodo di studio intercorso tra il rilievo della patologia e gli studi ancora aperti.

Quello che si realizza è una infiammazione cronica progressiva che, se lasciata alla sua naturale evoluzione, può inevitabilmente evolvere verso patologie maggiormente critiche e complesse.

 

 

 

Gluten sensitivity

Morbo Celiaco

Prevalenza

6% della popolazione U.S.A ed italiana In Italia 3 milioni di persone

1% della popolazione U.S.A ed italiana 500.000 celiaci

Sintomi

nausea, dispepsia, gonfiore addominale, obesità, acne fibromi algia,  astenia, disturbi ormonali, emicrania, depressione, ridotta lucidità mentale

gonfiore addominale, diarrea, malnutrizione, dermatite erpetiforme, anemia….

Trigger

Eccesso di glutine “pesante” nella dieta uso di grani iperconcimati diversi dai grani gentili più tollerati con quantità di glutine superiore del 12% rispetto al normale

Glutine

Trattamento

Dieta personalizzata atta a desensibilizzare l’organismo da tale sensibilità. La sensibilità può aumentare o scomparire naturalmente senza lasciare esiti

dieta stretta Gluten Free

Note

Diagnosticata in pazienti soprattutto adulti in larga parte intestinali che in passato venivano classificati tra quelli sofferenti di colon irritabile. La mucosa intestinale non mostra i danni tpici della celiachia anche se l’intestino è infiammato

Nella celiachia i danni possono manifestarsi dopo mesi o anni

 

 Continua……..

Articolo tratto da ” La Medicina Biologica” Luglio-Settembre 2013

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