Tradizioni di Capodanno

Per gli auguri di fine anno abbiamo pensato di raccontarvi gli usi e costumi di alcuni paesi . . . scegliete il rito che più vi piace e vi auguriamo un anno sereno e pieno di soddisfazioni . . .

Il Capodanno risale alla festa del dio romano Giano. Nel VII secolo i pagani delle Fiandre, seguaci dei druidi, avevano il costume di festeggiare il passaggio al nuovo anno. Nel Medioevo, molti paesi europei usavano il calendario giuliano, ma vi era un’ampia varietà di date che indicavano il momento iniziale dell’anno. Per esempio dal XII secolo fino al 1752 in Inghilterra e in Irlanda il capodanno si celebrava il 25 marzo (giorno dell’Incarnazione e usato a lungo anche a Pisa ed in seguito a Firenze) mentre in Spagna fino all’inizio del 1600 il cambio dell’anno era il 25 dicembre, giorno della Natività. In Francia fino al 1564 il Capodanno veniva festeggiato nella domenica di Resurrezione, a Venezia fino alla sua caduta, era il 1º marzo mentre in Puglia, in Calabria e in Sardegna lo si festeggiava seguendo lo stile bizantino che lo indicava al 1º settembre. Solo nel 1691 papa Innocenzo XII emendò il calendario del suo predecessore stabilendo che l’anno dovesse cominciare il 1º gennaio, cioè secondo lo stile moderno o della Circoncisione. L’adozione universale del calendario gregoriano fece sì che anche la data del 1º gennaio come inizio dell’anno divenne infine comune. Non è così in tutto il mondo per esempio il Capodanno cinese, o capodanno lunare, si festeggia in diversi paesi dell’estremo oriente in corrispondenza del novilunio che cade tra il 21 gennaio ed il 19 febbraio. 
Il Capodanno vietnamita, il Tết Nguyên Ðán, si festeggia in concomitanza con quello cinese. Il Capodanno islamico si festeggia il primo giorno del mese di Muharram e può corrispondere a qualsiasi periodo dell’anno gregoriano, in quanto l’anno lunare impiegato nel calendario islamico è circa 11 giorni più breve dell’anno solare del calendario gregoriano, cosicché una data islamica si “sposta” indietro, rispetto al calendario gregoriano, di circa un mese ogni tre anni. Losar il capodanno tibetano, cade tra gennaio e marzo. 
In Iran il Norouz coincide con l’equinozio primaverile 21 marzo. In Thailandia, Cambogia, Birmania e Bengala, il capodanno solare detto Songran è invece compreso tra il 13 e il 15 aprile, in occasione del cambiamento di posizione del sole nell’anello dello zodiaco. 
Il Rosh haShana, il Capodanno ebraico, occorre generalmente nel mese di settembre. 
Enkutatash è il Capodanno etiopico, in data 11 settembre. 
Il 31 Dicembre e il 1° Gennaio si festeggiano in tutto il mondo e portano sempre con loro qualcosa di magico.

Per quanto riguarda le usanze italiane sicuramente mangiare le lenticchie è quella più diffusa, hanno un alto valore nutrizionale e la forma simile alle monete viene associata a fortuna e denaro per l’anno nuovo, le si accompagna a cotechino o zampone perché la carne grassa e nutriente è simbolo di abbondanza e prosperità. Spesso sulle tavole delle feste troviamo il melograno simbolo di fedeltà e fecondità. Il colore rosso dei suoi chicchi lo ritroviamo nell’usanza di mettere della biancheria intima di questo colore il 31 Dicembre, per avere amore e fortuna, ma, e forse questa cosa si conosce poco, va buttata il giorno dopo.

Importata dalla Spagna la simpatica tradizione di mangiare un chicco d’uva per ogni rintocco alla mezzanotte, 12 come i mesi dell’anno, l’uva è l’equivalente delle lenticchie e, per gli spagnoli, simbolo di fortuna.
Ma vediamo cosa succede in qualche altro Paese del mondo.

In Argentina il Capodanno capita in piena estate. Essendo un Paese multietnico usanze e tradizioni culinarie sono molto varie. Sicuramente ciò che non può mancare sulle tavole argentine e’ l’ “Asado” (carne di manzo cotta alla brace, interiora e salsicce): condito con il “chimichurri” (una miscela di spezie fresche con olio, aceto e limone) ed accompagnato da verdure e salse. Una tradizione particolare e’ quella di far passare la carta nel trita-documenti, riducendola in piccoli pezzi, che poi vengono buttati dalle finestre. In questo modo ci si libera e si è pronti per tutte le novità del nuovo anno.

In Belgio, una delle ricette tipiche delle festività, nella regione vallone del Belgio, è il “Civet de Lièvre” (intingolo che accompagna generalmente i piatti di selvaggina preparato con vino, cipolle e spezie). Un’altra usanza gastronomica, è quella di gustare una zuppa di cipolla gratinata all’alba del nuovo anno. Un ottimo rimedio per purificare lo stomaco dopo il cenone ed il brindisi di Capodanno. Per quanto riguarda le usanze per augurare la buona fortuna, nella provincia di Liegi si usa mettere una moneta sotto il piatto. In altre province, sotto il piatto si mette una foglia di cavolo.

In Brasile il “Réveillon” e’ una delle feste più belle: persone di tutte le etnie, classi sociali e credenze religiose dimenticano le differenze e abbracciano insieme il nuovo anno. Per quanto riguarda le tradizioni culinarie, il piatto tipico del Cenone di Capodanno e’ il “Chester”: il tacchino affumicato. In alcune regioni si usa anche il cous-cous e nelle località costiere anche piatti di pesce. Soprattutto nel Sud Est del Brasile si mangiano il Panettone, entrato ormai nel dizionario della lingua brasiliana, e il torrone. Alla mezzanotte si brinda con lo spumante.

Il Canada e’ il paese multiculturale per eccellenza, dove convivono una moltitudine di persone di lingue, razze e religioni disparate che tendono a mantenere le tradizioni delle loro terre d’origine. Il primo giorno dell’anno vige la consuetudine del “Polar Bear Swim”, il bagno nelle acque gelate. L’evento più famoso si tiene a Vancouver, ma questa tradizione ha luogo in tutto il Paese. Le specialità culinarie tipicamente canadesi sono la “tourtiere” (una torta rustica a base di carne di maiale macinata, funghi e spezie), il “ragout de cochon” (simile al cotechino italiano ma più speziato), il tacchino ripieno accompagnato da “Cranberry jelly” (il tacchino può essere preparato in due modi: ripieno di vari tipi di carne, spezie, castagne o la variante più leggera con molliche di pane, burro, spezie e succo di limone. Accompagnato, sempre, dalla gelatina di mirtilli rossi).

In Cina il Capodanno tradizionale non corrisponde a quello “occidentale”, ma ormai anche questo grande Paese ha acquisito l’usanza di festeggiare il 31 Dicembre. Le usanze e le tradizioni culinarie sono legate molto di più al Capodanno cinese e variano molto vista la vastità del territorio. Nelle regioni del Nord della Cina si mangiano i ravioli, la cui forma assomiglia a quella di piccoli lingotti, augurio di ricchezza; nelle regioni del Sud, invece, un dolce di farina di riso con dentro diverse salse come augurio di “una vita più dolce”.

A Cuba il Capodanno capita in piena estate. L’ultima sera dell’anno si passa insieme agli amici con cui si banchetta fino all’alba con portate a base di riso, fagioli neri, carne di maiale, “yukka” (che viene cucinata in acqua con diverse erbe aromatiche e condita con succo di limone, olio e aglio) e verdura fresca.

In Giappone tradizionalmente le feste per il nuovo anno vanno dal 1 al 3 Gennaio (“Shogatsu”) ed e’ il momento dell’anno in cui si ringraziano gli dei che proteggono i raccolti e in cui si dà il benvenuto agli spiriti degli antenati. Il tipo di pietanze varia da regione a regione, ma in genere sono presenti cibi che vengono associati ad auspici di felicità, salute e prosperità, come i “Kuromame” (fagioli di soia nera. Sono di buon auspicio per rimare in salute e per lavorare attivamente), la Tai (orata, è considerata di buon auspicio), il “Kouhaku kamaboko” (un pasticcio di pesce in forma cilindrica rosso e bianco, colori che rappresentano rispettivamente la gioia e la sacralità, la forma rappresenta l’alba) e l’ “Otoso” (tipo di sake speziato che si pensa uccida gli spiriti cattivi e sia rigenerante e di buon auspicio per un anno di salute, senza malattie).

In Grecia il giorno di Capodanno si festeggia San Basilio che porta i doni ai bambini. Il taglio della “vassilopitta” o torta di San Basilio un pane dolce che nasconde al suo interno una monetina è forse una delle poche tradizioni culinarie. Per quanto concerne i dolci troviamo anche i “kurabiedes” (frutta secca e dolcetti) e i ”melomakarona” (tipo biscotti con miele o sciroppo).

In Kenya, nelle grandi citta’, il Capodanno e’ molto sentito ed e’ vissuto come momento di unione conviviale. La festa si svolge attorno ad un falò: si balla, si canta e si cucina. Pietanza per eccellenza legata al Capodanno e’ il “Gnama Choma” (diversi tipi di carne – capretto, agnello, zebu, ecc,ecc- cucinati su un grande braciere), che viene accompagnato dall’ “Ugali” (polenta bianca), mangiato con verdure speziate. Nella parte costiera del Kenya, influenzata da diverse culture come quella araba e quella swahili, l’“Ugali” e’ sostituito dal riso, servito con del pesce in umido. Inoltre, e’ d’uso cucinare anche il kebab. Altro piatto tipico dell’ultima notte dell’anno e’ il riso al cocco (cotto nel latte di cocco), servito con il pesce Tilapia. In Kenya si brinda con il “Dawa” (vuol dire “medicina”, ma con essa ha poco a che fare! Lime schiacciato, Vodka, miele e ghiaccio).

Il Messico ha molte tradizioni assai diverse tra loro. Il piatto principale e’ il tacchino al forno ripieno di carne, frutta e noci con purea di patate americane. Si usa anche cucinare il coscio di maiale con salsa di prugne al forno. Si prepara una bevanda calda, il “ponche”, che contiene frutti locali come la “guayaba”o il “tejocote”, mela, uva sultanina, canna da zucchero e cannella. Per gli adulti si serve col brandy o col rum. Anche in Messico si mangiano i torroni spagnoli e la frutta secca, ma si gustano soprattutto dolci più popolari come i “buñuelos” (delle sfogliatine ricoperte di zucchero).

In Russia, il Capodanno si festeggia due volte: il 31 Dicembre, secondo il Calendario Gregoriano, e il 13 Gennaio, secondo quello Giuliano. Usanza tipica è quella di aprire la porta di casa, al dodicesimo rintocco, per far entrare l’anno nuovo. Il cenone è a base di insalate come la “Salat Oliviè” (insalata russa), la “Seljodka Pod Shuboj” (insalata con aringa, barbabietole, uova, patate e maionese), la “Vinegret”, che accompagnano l’ anatra o l’oca o il tacchino cotti in forno con mele e patate oppure l’oca o il tacchino con mele e patate. Salsa tipica e molto usata per le festività è l’ “Holodez” (una gelatina di zampe di maiale o manzo con carote, aglio, cipolla, sale pepe e foglie di alloro).Chi preferisce un menù a base di pesce, invece, è solito cucinare l’aringa con le cipolle o con le patate e i crostini con burro e caviale. Sia nel primo che nel secondo caso si pasteggia bevendo champagne e vodka. 

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