Vuoi sapere il tuo peso ? Pesati il mercoledì

Secondo un recente studio il mercoledì è il giorno della settimana che rappresenta meglio il peso medio, ma controllare i propri chili con regolarità dovvrebbe essere la regola...

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Secondo un recente studio il mercoledì è il giorno della settimana che rappresenta meglio il peso medio, ma controllare i propri chili con regolarità  dovrebbe diventare un’abitudine.  Uno studio da poco pubblicato sulla rivista Plos One realizzato da ricercatori finlandesi e statunitensi ha infatti dimostrato che pesarsi spesso aiuta a dimagrire.
Lo studio: sono state seguite 40 persone in sovrappeso, per capire se vi sia una correlazione fra la riuscita della dieta e l’abitudine a pesarsi regolarmente. Innanzitutto è stato osservato che con il tempo tutti tendono a farlo di rado (dopo un anno, appena due volontari continuavano a pesarsi con assiduità), tuttavia chi è più ligio ottiene risultati migliori. Quanto più spesso ci si pesa tanto più si riesce a dimagrire: salire sulla bilancia tutti i giorni potrebbe essere  l’ideale, ma se non si è così costanti occorre farlo almeno una volta a settimana. E’ stato osservato  che se non ci si pesa per alcuni giorni si tende a prendere peso. Un monitoraggio assiduo del peso ne riduce le oscillazioni e aiuta a raggiungere l’obiettivo: è probabile che chi si controlla spesso sia anche molto motivato a dimagrire e quindi più fedele alle raccomandazioni alimentari consigliate se invece ci si pesa ogni due o tre settimane è più probabile che la situazione sfugga di mano, con fluttuazioni più consistenti e difficili da rimediare. Attenzione però perché per alcuni una verifica giornaliera o troppo frequente può essere negativa, perché crea insoddisfazione se, nonostante gli sforzi, si resta fermi  allo stesso peso.

E’ comunque fondamentale salire sulla bilancia almeno una volta alla settimana possibilmente sempre lo stesso giorno. Quale scegliere?
Non è una decisione banale visto che Brian Wansink, del Food and Brand Lab della Cornell University, coautore dello studio, ha dimostrato di recente che durante la settimana il peso varia, con un minimo il venerdì o il sabato mattina e un massimo di domenica sera o lunedì. Esiste cioè un considerevole effetto weekend: nel fine settimana, complici il relax,  qualche pasto elaborato e per chi segue una dieta rispettosa delle intolleranze alimentari l’assunzione degli alimenti a cui si è intolleranti, mettiamo su peso che poi pian piano smaltiamo nei giorni lavorativi. Tenendo conto di questa instabilità, il giorno migliore per pesarsi è il mercoledì: è la misurazione che ha la maggior probabilità di riflettere il peso reale. E’ interessante notare che una recente indagine ha dimostrato che a gennaio si acquistano tre volte di più prodotti sani, come frutta e verdura, rispetto al periodo delle feste; anche se si tende sempre a comprare cibi troppo calorici
E’ utile notare che se riuscissimo a pesarci quotidianamente ci renderemmo conto che a volte pur mangiando cibi sani continuiamo ad aumentare di peso e non riusciamo poi a liberarci dei chili di troppo ma chi è il colpevole?
Il  colpevole è l’infiammazione da cibo Nella sua funzione primaria, l’infiammazione è una buona cosa: è la risposta immunologica dell’organismo a una ferita o a una malattia, che ci permette di combattere l’infezione. I problemi cominciano quando l’infiammazione non si risolve, ma diventa cronica all’interno del nostro sistema. Quando l’organismo è saturo di sostanze infiammatorie si riattivano patologie latenti, si invecchia precocemente e si acquista peso. Tutti abbiamo determinati cibi che ci provocano reazioni infiammatorie. Il trucco è individuare gli alimenti che danno reattività e che conseguentemente provocano la risposta infiammatoria, seguire una dieta appropriata al fine di perdere peso, migliorare il proprio aspetto e sentirsi in forma.
Ricordiamo che infiammazione da cibo significa ipersensibilità alimentari e che può essere valutata mediante appropriati test ( Test DRIA,  Food Intolerance Test (F.I.T.) che ci permettono in breve tempo di identificare il “cibo nemico” e stilare un programma nutrizionale finalizzato al recupero della tolleranza.
Un aumento dello stato infiammatorio inoltre provoca un aumento della resistenza insulinica, patologia comune nei soggetti obesi, controllare le proprie intolleranze può quindi aiutare a recuperare il proprio “peso ragionevole”, favorendo la perdita di peso ma non come massa magra (che comporterebbe una diminuzione del metabolismo), ma come percentuale di massa grassa.

 

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